Migrazioni e dignità umana, a Spezzano Albanese una serata tra parole e musica
Il 23 luglio, nell'ambito del Festival della Cultura 2026, Emanuele Armentano presenterà Barche di sabbia in un evento che unirà dialogo, letture e intermezzi musicali
SPEZZANO ALBANESE - Sarà dedicata ai temi delle migrazioni, della dignità umana e delle speranze di chi affronta lunghi viaggi verso l'Europa la serata in programma giovedì 23 luglio, alle ore 21, in Piazza Signorelli a Spezzano Albanese, nell'ambito del Festival della Cultura 2026.
L'appuntamento, promosso dal Comune di Spezzano Albanese in collaborazione con l'associazione culturale MeEduSA ed Edizioni Expressiva, prenderà spunto dal libro Barche di sabbia – Reportage di un viaggio tra il deserto e il mare, scritto dal giornalista Emanuele Armentano, direttore di dirittodicronaca.it.
Nel corso della serata, Armentano dialogherà con l'assessore alla Cultura Rossana Nociti, affrontando i temi raccontati nel volume, che ripercorre la vicenda di due giovani gambiani, Abubacarr e Ousman, partiti adolescenti dal proprio Paese e giunti in Italia dopo un lungo viaggio attraverso il deserto, la Libia e il Mediterraneo.
L'incontro sarà arricchito da momenti musicali affidati a Simona Diodati, Emiliana Oriolo, Antonella Vitale e Maria Teresa Vitale, mentre le letture di alcuni brani del libro saranno curate da Demetrio Corino.
Il titolo della serata, "Se potessi tornare indietro, lo rifaresti?", richiama una delle domande centrali del racconto e offrirà lo spunto per una riflessione sul fenomeno migratorio, sulle aspettative di chi lascia il proprio Paese e sulle difficoltà incontrate lungo il percorso e una volta giunti a destinazione. L'evento sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco Ferdinando Nociti.
Secondo quanto illustrato dagli organizzatori, l'iniziativa intende proporre un momento di approfondimento culturale attraverso il dialogo, la musica e la lettura, coinvolgendo il pubblico in una riflessione sui temi dell'accoglienza, dei diritti e della dignità della persona.