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«Sibari liberata, con buona pace di Pitagora e dei capi dell'esercito di Crotone?»

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CASSANO JONIO - «La cultura ha finalmente sbaragliato il fango. La cultura torna a splendere. Mentre il prodigio sta per manifestarsi, si potrebbe persino gridare che la liberazione dal fango vince su tutto a maggior ragione quando il fango non fosse soltanto inteso quale quello di un fiume ma rappresentasse una metafora». Così in una nota Ettore Bruno e Alessandra Pasqua, all'indomani della riapertura del Parco Archeologico di Sibari dopo l'alluvione dei mesi scorsi.

«Ecco, allora, annunci e proclami prendere il posto delle critiche e delle polemiche. Ecco - osservano - che la liberazione dall'acqua del Crati e delle falde sotterranee meriterebbe di essere celebrata proprio il 25 aprile, contestualmente a un'altra e per fortuna vera e seria Liberazione. Liberazioni vecchie e nuove sotto il cielo di Sybaris, con le odierne che forse potranno rappresentare lo spartiacque (anzi: lo spartifango) tra il prima e il dopo: dalla città antica ingoiata da un acquitrino, alle preziose reliquie della sua gloria finalmente liberate; dalle sacre vestigia che giacciono sotto metri di terra mista ad acqua, ai tesori splendenti al sole».

«Ma perché le visioni retoriche e celebrative non prestino il fianco al rischio di coincidere con quel che dell'Antica Sibari rimane, cioè quasi nulla, e con l'amaro destino che gli eventi periodicamente le riservano da 2500 anni, nonché per evitare che anche le strutture e le vie di Thurii e della terza città, Copia, siano risucchiate dal vortice del medesimo destino, non sarebbe tempo di costruire argini e opere di contenimento e di protezione adeguati e rispettosi dei luoghi eccezionali in cui dovranno sorgere? Perché la Sibari coloniale, nonostante il fango e la melma che la insidiano, rimanga il luogo dei fasti e della ricchezza che ha sollecitato il nostro immaginario grazie al racconto sorprendente e strabiliante degli antichi e agli scritti di qualche autore contemporaneo, non sarebbe ora di avviare nuove campagne di scavo?»

«E se l'odio verso i Sibariti antichi fu fomentato da Pitagora, il maggiore responsabile della Guerra di Sibari e quindi della distruzione della Città del Lusso, oggi è tempo di rivincita vera. Se anticamente le macerie della sontuosa città già ridotta a un cumulo di rottami furono sommerse a causa di un'alluvione e non per una deviazione del corso del Crati per mano umana, segnatamente quella dei soldati di Kroton, si metta in pratica una liberazione vera e definitiva dal fango».

«Del resto, è lecito domandarsi se al grido di "Sibari liberata" Pitagora e i capi dell'esercito crotoniate, che credevano di cancellare dalla faccia della Terra la gloriosa città sperando che di essa non rimanesse traccia nella storia, si rivolteranno, amareggiati e delusi, nelle loro tombeO se, invece, continueranno a sghignazzare».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.