Tentato femminicidio a Terranova da Sibari, carcere per il 30enne accusato dell’aggressione
Il Gip di Castrovillari ha convalidato il fermo dell’uomo, originario di Corigliano. La giovane era arrivata in ospedale con gravi ferite da taglio alla testa e alla schiena
CASTROVILLARI – Resta in carcere il trentenne di Corigliano accusato del tentato femminicidio di una giovane donna di Terranova da Sibari. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari ha convalidato il provvedimento restrittivo eseguito dai Carabinieri lo scorso 2 giugno, disponendo nei confronti dell’uomo la custodia cautelare in carcere.
La misura arriva al termine delle prime attività investigative coordinate dalla Procura di Castrovillari e condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia cittadina, intervenuti nelle ore immediatamente successive alla violenta aggressione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane era giunta d’urgenza al Pronto soccorso con numerose ferite da taglio, localizzate in particolare alla testa e alla schiena. La gravità del quadro clinico aveva fatto scattare subito gli accertamenti per chiarire dinamica, contesto e responsabilità dell’episodio.
Dalle prime risultanze sarebbe emerso che l’indagato, conoscente della vittima, avrebbe tentato più volte in passato di convincere la ragazza a intraprendere una relazione sentimentale con lui, trovando però il suo rifiuto.
Proprio il mancato consenso della giovane sarebbe, secondo l’ipotesi investigativa, alla base dell’aggressione. L’uomo l’avrebbe attesa nella notte nei pressi della sua abitazione, colpendola poi con un’arma da taglio. A evitare conseguenze ancora più gravi sarebbe stato l’intervento tempestivo di un amico della vittima, che ha prestato soccorso alla ragazza prima del trasferimento in ospedale.
L’identificazione del presunto aggressore è arrivata attraverso l’incrocio di più elementi: le testimonianze raccolte subito dopo i fatti, l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e ulteriori riscontri acquisiti dai Carabinieri.
Una volta individuato, il trentenne è stato rintracciato nella propria abitazione. Durante le perquisizioni, i militari hanno sequestrato due coltelli, alcuni indumenti e il veicolo che sarebbe stato utilizzato dall’uomo per gli spostamenti. Su diversi reperti sarebbero state rilevate tracce ritenute compatibili con materiale ematico.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e l’uomo resta presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Gli accertamenti proseguono sotto il coordinamento della Procura di Castrovillari per ricostruire compiutamente ogni aspetto della vicenda.