Strage di Amendolara, Marino: «Servono più Stato, prevenzione e risorse adeguate»
Il segretario provinciale del Siap richiama la necessità di rafforzare organici, intelligence e controllo del territorio nella Sibaritide. Plauso a Questura, Squadra Mobile, Procura e Carabinieri per la rapida individuazione dei presunti autori
COSENZA - La strage di Amendolara non è soltanto una ferita profonda per l’intera comunità, ma anche un richiamo forte alla necessità di rafforzare la presenza dello Stato nei territori più esposti a fenomeni di degrado, sfruttamento e illegalità.
È quanto sostiene il segretario provinciale del Siap Cosenza, Marino, intervenendo dopo la brutale uccisione dei quattro cittadini stranieri morti nel rogo dell’auto incendiata nei pressi della Statale 106.
«Sarà compito della magistratura e degli organi investigativi ricostruire con precisione dinamica, movente e responsabilità», afferma Marino, sottolineando però come, al di là degli accertamenti in corso, emerga con forza l’esigenza di potenziare tutti gli strumenti capaci di intercettare per tempo situazioni di vulnerabilità e fattori di rischio che possono sfociare in episodi di estrema violenza.
Il segretario provinciale del Siap esprime, a nome personale e dell’intera segreteria, «un sentito plauso» al Questore di Cosenza Antonio Borelli, alla Squadra Mobile della Questura di Cosenza, alla Procura della Repubblica di Castrovillari, all’Arma dei Carabinieri e a tutti gli operatori che hanno contribuito alle attività investigative che hanno consentito di individuare rapidamente i presunti autori dell’efferato delitto.
Per Marino, la sinergia tra Autorità giudiziaria e Forze dell’Ordine ha dimostrato ancora una volta l’efficacia di un’azione coordinata al servizio della collettività, offrendo una risposta immediata alla domanda di giustizia arrivata dai cittadini.
Il punto politico e sindacale, però, resta quello della prevenzione. La Sibaritide, evidenzia il Siap, è un’area vasta e strategica, attraversata da una crescente complessità sociale ed economica. Una realtà che richiede una presenza più incisiva dello Stato attraverso il potenziamento degli organici e delle risorse a disposizione delle Forze di Polizia.
Secondo Marino, accanto al controllo del territorio, è indispensabile sviluppare ulteriormente le capacità di intelligence e di analisi informativa, strumenti fondamentali per comprendere l’evoluzione dei fenomeni presenti, orientare l’azione di prevenzione e anticipare possibili situazioni di criticità.
«Vicende come quella di Amendolara confermano che la tutela della sicurezza e della legalità non può prescindere da una visione che coniughi attività investigativa, controllo del territorio, conoscenza dei fenomeni emergenti e capacità di prevenzione», rimarca il segretario provinciale del Siap.
Sulla vicenda è intervenuto anche il dirigente nazionale del Siap, Giovanni Fortino, che ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e apprezzamento per il lavoro degli investigatori, sottolineando come «la risposta rapida e coordinata delle istituzioni abbia dimostrato ancora una volta l’elevato livello di professionalità e dedizione delle Forze di Polizia e dell’Autorità giudiziaria, chiamate quotidianamente ad operare in contesti sempre più complessi».
Sulla stessa linea il segretario generale regionale del Siap Calabria, Alessandro Falcone, che ha condiviso la posizione della segreteria provinciale di Cosenza, ribadendo come «il rafforzamento degli organici, degli strumenti investigativi e delle attività di intelligence rappresenti una priorità imprescindibile per garantire una presenza sempre più efficace dello Stato e una maggiore capacità di prevenzione nei territori più esposti a fenomeni di illegalità».