Da Schlein a Tridico, ad Amendolara le voci della Politica "arrabbiata" in una manifestazione che è arrivata troppo tardi | VIDEO
Al corteo di Cgil, Schlein invoca il rafforzamento della legge 199 e l’accertamento delle responsabilità delle aziende, Fratoianni attacca il Governo su lavoro e controlli, Tridico chiede maggiori tutele per spezzare la catena dello sfruttamento
AMENDOLARA – Centinaia di persone hanno partecipato ieri al corteo nazionale promosso dalla Cgil e dalla Flai Cgil ad Amendolara dopo l’uccisione dei quattro braccianti agricoli avvenuta nei giorni scorsi sulla Statale 106. Non la piazza dei grandi eventi, a dire il vero. Nonostante lungo viale Lagaria non c'era solo la Cgil, non c'erano solo i sindaci, non c'erano solo i leader nazionali del centro sinistra. C'era anche qualche curioso e c'era anche la "contromanifestazione" dei collettivi sindacali dell'USB. Certo, è stata una piazza indignata. Anche se - per quello che ne abbia potuto dire il segretario generale della CGIL Landini che ha rivendicato il tempo della lotta perenne al caporalato del suo sindacato - la rabbia è arrivata troppo tardi.
Alla manifestazione hanno preso parte, oltre al segretario generale della Cgil (leggi qui la notizia), la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e una delegazione del Movimento 5 Stelle guidata dall’europarlamentare Pasquale Tridico. Il corteo è partito dal centro cittadino, trasformandosi in una grande mobilitazione contro il caporalato, lo sfruttamento del lavoro e le condizioni di vita dei lavoratori agricoli migranti.
Alla partenza della manifestazione, la segretaria del Pd Elly Schlein ha ricordato le vittime chiamandole per nome e ha invitato a non relegare la vicenda alla sola dimensione del caporalato. «Quattro braccianti uccisi brutalmente con violenza inaudita non è accettabile», ha dichiarato, sottolineando che dietro lo sfruttamento spesso si nascondono responsabilità che vanno oltre quelle degli esecutori materiali. Per Schlein è necessario «parlare anche di padronato», verificando eventuali responsabilità delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati.
La leader democratica ha proposto un rafforzamento della legge 199 contro il caporalato, prevedendo anche il sequestro preventivo delle aziende coinvolte nello sfruttamento dei lavoratori, maggiori tutele per chi denuncia e percorsi di accoglienza, assistenza legale, sanitaria e abitativa per le vittime. Tra le misure indicate anche il superamento della legge Bossi-Fini, l’introduzione di un Durc di congruità per il settore agricolo e l’istituzione di una procura specializzata contro le agromafie.
Schlein ha inoltre rivolto un duro attacco al Governo sulla gestione delle risorse destinate al superamento dei ghetti dei lavoratori agricoli. «Due anni fa è stato nominato un commissario con 200 milioni del Pnrr a disposizione. A noi risulta che ne sia stato utilizzato meno del 10%», ha affermato, chiedendo un maggiore impegno delle istituzioni. «Lo sfruttamento è una piaga strutturale e non un fenomeno episodico. Dopo quello che è successo qui ad Amendolara sarà impossibile guardare le fragole rosse senza pensare al sangue che troppi lavoratori stanno versando».
Toni altrettanto severi quelli utilizzati da Nicola Fratoianni. Il segretario nazionale di Sinistra Italiana ha sostenuto che l’Italia disponga già di strumenti normativi per contrastare il fenomeno, ma che manchi la volontà politica di applicarli efficacemente. «Siamo qui per dire basta al caporalato e basta all’ipocrisia di chi fa finta di non vedere quello che vedono tutti», ha dichiarato.
Fratoianni ha accusato il Governo di marginalizzare il lavoro e di non affrontare concretamente il problema dello sfruttamento, criticando in particolare il rifiuto del salario minimo e le politiche sul lavoro degli ultimi anni. Secondo il leader di Sinistra Italiana, la lotta al caporalato richiede un intervento complessivo che vada oltre i controlli e le sanzioni: «Servono trasporto pubblico garantito per i lavoratori dei campi, alloggi dignitosi e strumenti che spezzino la catena dello sfruttamento». Per Fratoianni il fenomeno si alimenta infatti anche attraverso il diritto all’abitare negato e la dipendenza dai caporali per gli spostamenti verso i luoghi di lavoro.
Dalla delegazione del Movimento 5 Stelle è intervenuto l’europarlamentare Pasquale Tridico, che ha indicato tre priorità per sconfiggere il caporalato: trasporti, alloggi e collocamento pubblico. «I calabresi non vogliono mangiare frutta, verdura e cibo sporco di sangue», ha affermato, denunciando un sistema che produce povertà e sfruttamento in maniera strutturale.
Secondo Tridico, le leggi esistono già ma devono essere applicate con maggiore efficacia attraverso controlli capillari e il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità. L’esponente pentastellato ha inoltre chiesto che le aziende che non rispettano standard sociali e ambientali non possano accedere a incentivi pubblici. «Ai caporali dobbiamo sostituire un sistema di trasporti, di alloggi e di incontro tra domanda e offerta di lavoro controllato dallo Stato, dai Comuni e dalla Regione», ha dichiarato, ringraziando la Cgil per la mobilitazione e manifestando vicinanza alle famiglie delle vittime.
Le dichiarazioni dei leader dell’opposizione hanno accompagnato la partenza di una manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole mantenere alta l’attenzione nazionale sulla tragedia di Amendolara e sulle condizioni di sfruttamento che continuano a interessare migliaia di lavoratori agricoli in Italia. Un messaggio condiviso anche dal segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha definito il caporalato e lo sfruttamento «un sistema sbagliato di fare impresa» che deve essere fermato attraverso controlli, applicazione delle leggi e responsabilità collettiva.