Vinitaly a Sibari, Rifondazione Comunista contro la narrazione della "Calabria Straordinaria"
Il partito mette in discussione il modello di promozione della Regione e contesta le dichiarazioni del presidente Occhiuto: «I grandi eventi non risolvono i problemi strutturali della Calabria»
SIBARI - Il Vinitaly and the City di Sibari continua ad alimentare il dibattito politico regionale. Dopo la conclusione della manifestazione, Rifondazione Comunista Calabria interviene con una nota critica nei confronti della narrazione proposta dalla Regione e del presidente Roberto Occhiuto, contestando il modello di sviluppo promosso attraverso i grandi eventi.
Secondo il partito, restano aperti interrogativi sulle effettive ricadute economiche della manifestazione per i piccoli produttori locali, già evidenziati – si legge nella nota – da alcuni operatori del settore. Rifondazione esprime inoltre perplessità rispetto a quello che definisce un modello di promozione «aggressivo» e con un impatto ambientale significativo.
Nel mirino finiscono anche le dichiarazioni rilasciate durante l'inaugurazione dell'evento dal presidente Occhiuto e dai ministri Alessandro Giuli e Francesco Lollobrigida, presenti insieme all'assessore regionale Gianluca Gallo.
Rifondazione Comunista contesta in particolare la rappresentazione di una "Calabria Straordinaria", sostenendo che i dati economici descrivano una situazione diversa. Nel comunicato vengono richiamati alcuni indicatori, attribuiti al rapporto della Banca d'Italia, relativi ai livelli occupazionali, alle retribuzioni e alla qualità della crescita economica regionale, ritenuta fortemente dipendente dal lavoro stagionale.
Il partito critica inoltre le affermazioni del presidente della Regione sul ruolo dell'imprenditorialità privata nello sviluppo del territorio, definendole espressione di un'impostazione politica orientata al mercato e poco attenta al ruolo dell'intervento pubblico.
Secondo Rifondazione, il dibattito dovrebbe invece concentrarsi su temi quali sanità, trasporti pubblici e tutela del territorio, ritenuti prioritari rispetto alla promozione turistica e agli eventi di richiamo.
Nella parte conclusiva della nota, il partito ribadisce la propria distanza dalla narrazione istituzionale della Calabria, sostenendo che l'immagine proposta dalla Regione non corrisponda alle condizioni vissute quotidianamente da gran parte dei cittadini.