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I petali dal ponte e quella comunità che ritrova il suo Santo

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CORIGLIANO-ROSSANO – Non è solo una festa patronale. È un racconto lungo secoli che ogni anno si rinnova, identico e diverso, tra fede, memoria e comunità. Anche ieri sera Corigliano centro storico ha vissuto uno dei suoi momenti più identitari: la processione di San Francesco di Paola, co-patrono della città insieme a San Nilo da Rossano, accompagnata da una partecipazione straordinaria e da uno dei gesti più suggestivi della tradizione locale, il lancio dei petali dal Ponte Canale.

La presenza di San Francesco a Corigliano affonda le radici nel Quattrocento. Le fonti storiche raccontano che il santo arrivò in città intorno al 1475-1476, chiamato dai Sanseverino, e qui fondò uno dei suoi eremi, fuori dalla diocesi originaria di Cosenza.

Non fu una presenza marginale: il suo soggiorno – durato circa due anni – lasciò un’impronta profonda nella comunità, tanto che ancora oggi viene percepito come una figura familiare, “padre” spirituale della città.

È da qui che nasce una devozione che non è soltanto religiosa ma culturale, quasi genetica, capace di attraversare generazioni.

Una festa nata dal pericolo e quasi 200 anni dopo nel segno della fusione

In molti dimenticano che se c'è un'ancora identiaria tra le comunità di Corigliano e Rossano, che hanno dato vita alla fusione nella grande Corigliano-Rossano nel 2018, quella si piazza proprio nella notte tra il 24 e il 25 aprile. Quando, 190 anni fa, un forte terremoto scosse il territorio e provocò danni ingenti a Corigliano, quanto a Rossano e distrusse quasi totalmente il vicino borgo di Crosia. Ed è proprio questo momento di paura che ancora oggi si riverbera nelle menti della città su entrambe le sponde del Cino. A Rossano è diventata una festa popolare, con i fuochi di San Marco, che interpella anche la fede (oggi per le vie del centro bizantino sfilerà la particolare processione dei 4 santi, protettori di quella notte funesta: San Francesco di Paola, San Marco, San Nilo da Rossano e il simulacro della vergine Achiropita) e che si accendono proprio nella notte tr ail 24 e il 25 aprile. A Corigliano, invece, questa ricorrenza è diventata festa patronale a tutti gli effetti, che si celebra come da calendario il 2 aprile (ricorrenza di San Francesco) ma si festeggia proprio il 24 e il 25 aprile.

In realtà, il legame tra San Francesco e i terremoti è ancora più antico: già nel Settecento la popolazione aveva attribuito al santo la salvezza da eventi sismici, dando vita a celebrazioni poi confluite nella festa odierna. È quindi una festa che nasce dalla paura, ma si consolida nella memoria come segno di protezione.

Il Ponte Canale e il Segno del miracolo

Dentro questa tradizione si inserisce uno dei simboli più forti della festa: il Ponte Canale. La tradizione popolare vuole che sia stato proprio San Francesco a far realizzare questa struttura per superare un avvallamento della città, un’opera che richiama nella forma gli antichi acquedotti romani.

Ed è proprio da quel ponte che, ogni anno, si compie uno dei gesti più carichi di significato: il lancio dei petali sulla statua del Santo durante la processione.

Un gesto semplice che non è solo folklore ma una rappresentazione visiva della devozione, una pioggia simbolica che unisce cielo e terra, comunità e memoria.

La processione per le vie del centro storico resta il cuore pulsante della festa. Negli anni – anche dopo le restrizioni della pandemia – la partecipazione popolare è rimasta altissima, segno di una tradizione che non si è mai interrotta davvero .

E ieri sera, ancora una volta, migliaia di persone hanno accompagnato il passaggio del Santo tra vicoli e piazze, trasformando la città in un unico corpo collettivo.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.