12 ore fa:Cassano, l'opposizione attacca sui dipendenti comunali: «Arrivati ritardi nei pagamenti e procedimenti disciplinari»
15 ore fa:Ospedale di Trebisacce, carenza di personale in Radiologia: il sindaco Mundo diffida l'ASP di Cosenza
13 ore fa:Anche a Caloveto la Pro Loco scende in piazza con La Mela di AISM: solidarietà e ricerca contro la sclerosi multipla
12 ore fa:Plastica, raccolta salva per domani. Poi il buio: nove sindaci chiamano il Prefetto
11 ore fa:Verde pubblico, FdI incalza Stasi: «Che fine ha fatto il Piano del verde urbano?»
10 ore fa:Ingegnerizzazione reti idriche, Stasi: «Interventi su Cona-Pantasima e campo pozzi di Santa Lucia»
15 ore fa:«Sul marketing territoriale la Sibaritide resta all'asilo»: l'affondo di Montesanto dopo la vetrina di Amarelli su Repubblica
11 ore fa:Educazione alimentare, al Magnolia il chilometro zero diventa esperienza per i più piccoli
13 ore fa:Castrovillari, la Cipolla Bianca conquista Terra Madre: la sindaca De Gaio celebra il successo torinese
14 ore fa:Mariangela, dal dolore un gesto che guarda alla vita: la famiglia dona alla ricerca

Salario minimo negli appalti regionali, Laghi: «La proposta c'è già»

1 minuti di lettura

CASTROVILLARI- «Ho letto con interesse la proposta di legge depositata dalla collega Barbuto sul salario minimo nei contratti pubblici regionali protocollata lo scorso 3 giugno 2026. Trovo il testo largamente condivisibile nei contenuti, del resto, è sostanzialmente coincidente con quello che io stesso ho depositato il 17 dicembre scorso (prot. n. 25055), dal titolo "Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Calabria"». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

«La legge che ho presentato sei mesi fa impegna la Regione, le aziende del sistema sanitario regionale, le agenzie, le autorità e tutti gli enti strumentali regionali a indicare, in ogni procedura di gara e in coerenza con l'articolo 11 del Codice dei contratti pubblici, il contratto collettivo più attinente all'attività, stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Quegli stessi soggetti hanno l'obbligo di verificare che il contratto preveda una retribuzione minima tabellare pari a nove euro l'ora; e, quando l'impresa dichiara di applicare un contratto differente, di condurre il giudizio di equivalenza sui dodici parametri dell'allegato al codice degli appalti, accertando comunque la soglia inderogabile dei nove euro. Tutto questo senza un euro di nuovi oneri per il bilancio regionale».

«Stessa soglia - sottolinea Laghi - stesso ambito applicativo, stessa impostazione di fondo della legge proposta dalla Collega. C'è, semmai, una differenza tecnica che mi permetto di segnalare. La mia proposta costruisce un obbligo di verifica in capo alle stazioni appaltanti: i nove euro sono un vincolo, non un punteggio. Mi fa piacere, in ogni caso, che il tema convinca anche altri. Meno mi convince l'idea che si debba ricominciare da capo, come se nei cassetti delle commissioni non giacesse già un testo depositato sei mesi fa».

«Presumo si tratti di una svista, d'altronde il Consiglio regionale è luogo affollato di carte, e non di disinvoltura istituzionale. Ma proprio per questo colgo l'occasione per ricordare che la mia proposta esiste, è protocollata, e attende da dicembre di essere calendarizzata. Se l'obiettivo condiviso è garantire dignità salariale ai lavoratori degli appalti pubblici calabresi, la strada più rapida è discutere il testo già in essere, comunque modificabile, non aggiungerne un altro alla fila. Invito quindi la collega Barbuto e tutti i gruppi consiliari che intendano sostenere questa misura a unire le forze per portare la proposta esistente in commissione e in aula nel più breve tempo possibile. Il lavoro povero in Calabria non aspetta i tempi della burocrazia regionale. E nemmeno i lavoratori della sanità esternalizzata, delle pulizie, della manutenzione, quelli a cui questa legge è destinata».

«Sono disponibile - conclude Ferdinando Laghi - a ogni forma di collaborazione nell'interesse dei lavoratori calabresi. Meno lo sono a ricominciare ogni volta da capo».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.