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Giovani, scuola e futuro: la città che si racconta... e si ritrova

6 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - C’è una città che prova a raccontarsi e, nel farlo, scopre di poter ancora sperare in un futuro migliore. Ed è la città che che emerge dall’esperienza di Co. Ro. Città narrante, progetto realizzato dal Comune di Corigliano-Rossano con il finanziamento del Centro per il libro e la lettura e con la partecipazione dell’Associazione Artefice ETS in qualità di partner.

Un’iniziativa che non si è limitata a promuovere attività culturali, ma ha attraversato le scuole e le coscienze, lasciando dietro di sé domande, conferme e qualche salutare scossone. «L’esperienza di questi tre giorni nelle scuole della città – osserva l’Associazione Artefice ETS - ha messo in luce l’idea che niente è perduto, come certe Achlys o Oizys tendono a sostenere. Anzi. Se è vero che molti, troppi, affermano che il pantheon dei giovani e giovanissimi è abitato dalle brutture del web, da personaggi che rincorrono fuochi fatui, da miti empi di false certezze e che hanno smesso di avere fiducia e tendono a credere a tutto il distorto che generano i social media, al contrario, noi ci siamo trovati di fronte a adolescenti che hanno fame, che sorridono al futuro e sperano di farselo amico fidato». Un incipit che suona come una presa di posizione contro un diffuso pessimismo generazionale. E in effetti, ciò che emerge è una realtà meno stereotipata di quanto spesso si pensi e racconti.

Eppure, accanto all’entusiasmo, non manca una riflessione critica. La cosiddetta “comunità educante” – famiglia e scuola in primis – appare ancora in cerca di equilibrio. «La famiglia e la scuola sono punti di contatto che dovrebbero collaborare nel rispetto dei diversi ruoli», si legge, ma la realtà è più sfaccettata. Da un lato famiglie talvolta troppo protettive, incapaci di lasciare spazio a una crescita autonoma; dall’altro una scuola che «non può negare che al suo interno qualcosa non funzioni come dovrebbe».

Il tema dell’isolamento, ad esempio, è tutt’altro che marginale: «Casi di esclusione e di isolamento non sono rari», e qui il ruolo degli insegnanti diventa cruciale. Non si chiede loro di essere perfetti, ma di saper intercettare e contenere quel disagio che spesso si manifesta come rabbia. Una richiesta impegnativa, soprattutto se si considera che «il loro lavoro [è] poco rispettato e riconosciuto anche economicamente». Una contraddizione che pesa, e non poco.

E tuttavia, come spesso accade, la realtà non è mai univoca. Accanto alle criticità emergono esempi virtuosi: «tanti non dimenticano di essere maestri e si sforzano, e spesso ci riescono, a creare esperienze positive». È proprio in questo spazio che il progetto sembra aver trovato terreno fertile, tra licei, scuole elementari e perfino nella materna, segno che il bisogno di narrazione e appartenenza non ha età.

Non tutto, però, ha funzionato come avrebbe potuto. «Dispiace solo rilevare – ammette l’associazione - il mancato coinvolgimento delle scuole di Rossano. Non sappiamo e non abbiamo indagato, se voluto o se declinato dalle scuole rossanesi. Certo è che se vogliamo che questa città diventi tale, le due anime devono fondersi, non dico come gli innamorati, ma almeno strutturarsi in modo funzionale come un’azienda. Un'azienda è organizzata in diverse parti adatte al raggiungimento degli obiettivi strategici. Se poi si preferisce, si può anche stare assieme come i matrimoni reali, concordati a tavolino per ragioni strategiche, politiche ed economiche, piuttosto che per amore».

A fare da cornice al tutto, una riflessione che trascende il contesto locale e chiama in causa una responsabilità collettiva. Citando Günther Anders: «il futuro non “viene” più, lo facciamo». Il futuro non è più una promessa rassicurante, ma «una scommessa costruita sul margine della sua stessa sconfessione».

Infine, i ringraziamenti: «un grazie sentito ad Angela Lo Prete e ad Anna Potente, agli insegnanti e alle direzioni didattiche di tutte le scuole che hanno dimostrato attenzione e cura nell’organizzazione, e all’assessore Giovanni Pistoia che ha avuto l’amichevole pazienza di ascoltarci».

E forse è proprio questa la lezione più importante di Co. Ro. Città narrante: una città esiste davvero solo quando decide di ascoltarsi. E, soprattutto, quando sceglie di credere nei suoi giovani non come problema da risolvere, ma come futuro da costruire.

L'esperienza dalla viva voce degli organizzatori

Giorgio Volpe: la partecipazione di ARTEFICE ETS al progetto Città Narrante del Comune di Co.Ro. si è conclusa con un bilancio estremamente positivo e contrassegnata da una forte carica emotiva e da una partecipazione vibrante di tutti gli interpreti dei laboratori.  Tornare a Corigliano, il paese dove sono cresciuto, e portare il mio lavoro di scrittore e attore nelle stesse aule dove ho iniziato a sognare, ha rinnovato un legame con il territorio, che negli anni aveva perso di intensità. È stato emozionante tornare nella scuola elementare dove ho cominciato..., ritrovare le stesse mura e tra quei banchi i miei nipoti. Al centro del successo non è mancato l’ingrediente essenziale che serve anche in questi casi. Mi riferisco a un lavoro di squadra necessario tra il promotore – nelle persone incaricate – e l’esecutore che ha permesso la perfetta riuscita di ogni attività. L’elemento fondamentale e il cuore pulsante dell'iniziativa è stato l'incontro con i giovani di diverse fasce d'età. Nelle scuole Elementari i bambini hanno risposto con una vitalità e un’attenzione sorprendenti. Attraverso la lettura di albi illustrati, si è instaurato un dialogo autentico fatto di domande pertinenti e curiosità intelligenti, che si è trasformato in un vero e proprio gioco condiviso. Mentre, nelle scuole Superiori (Liceo Scientifico e Classico) con gli studenti, ragazzi tra 13 e i 17 anni, l'attività si è spostata sulla drammaturgia e sul testo teatrale spaziando da Shakespeare ai moderni linguaggi di WhatsApp. Un confronto dialettico maturo, che ha permesso di rivedere e riascoltare me stesso, attraverso l'energia e la voglia di raccontarsi dei giovani. Il progetto ha evidenziato l'importanza dei punti di riferimento culturali come la Biblioteca Pometti e la Biblioteca Carmine De Luca (dedicata questa all'infanzia e all'adolescenza). Questi spazi, che mancavano in passato, rappresentano oggi una "grande ricchezza" per la citta, offrendo servizi fondamentali per la diffusione della narrativa e della cultura in particolare.

Gisella Cesari: Laboratorio teatrale “Emozioniamoci”, destinato a bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Questo laboratorio è realizzato con l’obiettivo di accompagnare i bambini in un percorso di riconoscimento ed espressione delle emozioni, attraverso strumenti quali il gioco teatrale, la musica e l’esplorazione dei colori. L’intervento si è svolto in un contesto accogliente e strutturato come spazio sicuro, favorendo la libera espressione individuale e la costruzione graduale della dimensione di gruppo. La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla conoscenza reciproca e alla costruzione di un clima di fiducia. I bambini hanno mostrato fin da subito un elevato interesse e una forte predisposizione al gioco, evidenziando il bisogno di esplorare liberamente lo spazio e le proposte. Alla luce di questa risposta, si è ritenuto opportuno privilegiare una modalità più aperta e flessibile, lasciando maggiore spazio al gioco spontaneo e all’improvvisazione teatrale. È stata proposta l’osservazione di dipinti: “La colazione sull’erba” di Monet, utilizzato come stimolo immaginativo. I bambini sono stati invitati a rielaborare liberamente ciò che osservavano, trasformando l’esperienza in un gioco simbolico condiviso, ispirato a un picnic in un parco. Facendo emergere una forte centralità della figura dell’insegnante, alla quale i bambini facevano costante riferimento, coinvolgendola attivamente nel gioco. Dinamica questa che ha favorito il senso di sicurezza e appartenenza al gruppo, pur evidenziando una fase iniziale del processo di autonomia relazionale tra pari. Nella successiva fase il gruppo si è mostrato più coeso e maggiormente disponibile all’ascolto e alla collaborazione. È stato poi presentato il dipinto “La notte stellata” di Van Gogh, che ha costituito il punto di partenza per un’attività di espressione corporea strutturata. Accompagnati dalla musica e dalla guida dell’insegnante, i bambini hanno lavorato sulla rappresentazione del quadro attraverso il movimento, riuscendo a tradurre gli elementi visivi in azioni corporee, rilevando un miglioramento nella capacità di concentrazione, nella gestione dello spazio e nella collaborazione tra i partecipanti. Nel corso degli incontri è stato sviluppato il lavoro sulle emozioni di base attraverso l’associazione con i colori: giallo (gioia) e il blu (tristezza) e i bambini hanno dimostrato di riconoscere con facilità tali associazioni, esprimendo le emozioni in modo chiaro e spontaneo. Le attività proposte hanno favorito una prima consapevolezza emotiva, permettendo loro di esplorare le diverse sfumature attraverso il corpo, il movimento e la musica. In sintesi, il laboratorio ha evidenziato risultati complessivamente positivi in relazione agli obiettivi prefissati facendo rilevare un elevato livello di partecipazione e coinvolgimento attivo, creazione di un ambiente sicuro e favorevole all’espressione. Uno sviluppo iniziale delle capacità di improvvisazione e gioco simbolico, un progressivo miglioramento nella gestione del lavoro di gruppo, il riconoscimento e una prima espressione consapevole delle emozioni di base e, infine, il consolidamento della relazione educativa come elemento facilitante il processo creativo. Si sottolinea come l’adattamento in itinere delle attività, in risposta ai bisogni emergenti del gruppo, abbia rappresentato un elemento determinante per l’efficacia dell’intervento. L’esperienza ha confermato la validità del linguaggio teatrale come strumento educativo nella prima infanzia, in grado di favorire lo sviluppo emotivo, relazionale ed espressivo. Il laboratorio ha offerto ai bambini un contesto protetto in cui sperimentare, comunicare e costruire significati condivisi attraverso il gioco e la creatività. Laboratorio teatrale “Il Paese delle Meraviglie”, rivolto a bambini della scuola primaria (fascia 6-12 anni), con particolare efficacia nelle classi iniziali. L’esperienza è già stata sperimentata con due prime classi.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.