Un sepolcro che si apre e restituisce vita al centro storico: ritorna il Risorto
Domani sera in Cattedrale all’Achiropita la terza edizione dell’opera rock proposta dall’Unità pastorale del centro storico di Rossano: fede, musica e comunità in un unico racconto collettivo
CORIGLIANO-ROSSANO – Il sepolcro si apre, la luce squarcia il buio e la comunità torna a raccontarsi attraverso la fede, l’arte e la partecipazione. Domani sera, domenica delle Palme (29 marzo), alle ore 20, la Cattedrale Maria Santissima Achiropita nel centro storico di Rossano, a Corigliano-Rossano, ospiterà la terza edizione de “Il Risorto – Opera Rock”, uno degli appuntamenti più attesi del calendario pastorale e culturale cittadino.
Promossa dall’Unità pastorale del Centro storico, la rappresentazione torna a mettere insieme voci, volti e storie di una comunità che si fa teatro e preghiera, in un’unica grande narrazione collettiva. Un’esperienza che va oltre lo spettacolo e si trasforma in rito condiviso, capace di attraversare la Passione e la Resurrezione di Cristo con il linguaggio contemporaneo della musica e della scena.
Dopo il successo delle precedenti edizioni, che hanno registrato una partecipazione ampia e sentita, l’opera rock si ripresenta con la stessa forza evocativa: un racconto intenso, costruito grazie all’impegno di decine di volontari, tra giovani, adulti e famiglie delle parrocchie del centro storico. Un lavoro corale che, nei mesi di preparazione, diventa esso stesso comunità, relazione, appartenenza.
Sul palco – ma anche dietro le quinte – si rinnova così quel modello di partecipazione popolare che è il vero cuore del progetto. Non solo attori e cantanti, ma anche tecnici, scenografi, collaboratori: un mosaico umano che restituisce al centro storico una dimensione viva, dinamica, tutt’altro che rassegnata allo spopolamento.
L’opera, ispirata alla celebre produzione di Daniele Ricci, ripercorre i momenti salienti del Mistero pasquale: dall’Ultima Cena all’orto degli ulivi, dalla condanna alla crocifissione fino all’annuncio della Resurrezione. Un viaggio emotivo e spirituale scandito da musiche potenti e da una narrazione capace di coinvolgere credenti e non, in una dimensione che intreccia fede, arte e riflessione.
E non è un caso che tutto questo avvenga proprio nel cuore simbolico della città bizantina, ai piedi dell’Achiropita, icona identitaria e spirituale della comunità. Qui, dove la storia incontra la devozione, “Il Risorto” diventa anche un segno: quello di una comunità che, nonostante le difficoltà, continua a produrre bellezza e senso.
Domani sera, dunque, non sarà solo uno spettacolo. Sarà un momento di condivisione, di memoria e di speranza. Un invito aperto alla città intera a fermarsi, guardare e – forse – ritrovarsi.