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Teatro, cuore vivo dell'identità: «Così teniamo accese le nostre comunità»

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CORIGLIANO-ROSSANO – Nei piccoli teatri di provincia, lontano dai riflettori delle grandi produzioni, il teatro continua a vivere, a respirare, a fare comunità. È da qui che bisogna partire per capire perché oggi, nella Giornata mondiale del teatro, questa forma d’arte non è affatto un retaggio del passato, ma una pratica viva, necessaria. Che tra le sue resistenze e resilienze rimane l'unica ancora che tiene il popolo legato alla cultura.

A raccontarlo è Gianpiero Garofalo, regista e direttore artistico della compagnia Codex 8&9, anima della rassegna “Sipario d’Oro”, che da anni anima i palchi del Teatro Paolella e del Teatro Valente.

«La scelta di tornare nei piccoli teatri, nei centri storici e nei borghi, non è stata casuale – spiega –. È un segnale preciso: vogliamo riportare attenzione dove oggi c’è più bisogno, nei nostri centri, nelle loro difficoltà. Il teatro, in questi contesti, non è solo spettacolo ma presidio culturale».

Una visione che si traduce in un lavoro costante sul territorio, capace di attrarre compagnie da tutta Italia e di costruire, stagione dopo stagione, una delle rassegne amatoriali più riconosciute del Sud. «Abbiamo portato qui gruppi di alto livello nazionale – continua – e allo stesso tempo abbiamo costruito un pubblico, una comunità che vive il teatro come momento condiviso».

È proprio questa dimensione collettiva a rendere il teatro ancora attuale. «Coinvolge tantissimi attori amatoriali, scuole, oratori. È qualcosa di straordinario – racconta Garofalo – perché consente a chiunque di salire su un palco e di raccontarsi». Un processo che va ben oltre la rappresentazione. «Chi fa teatro sviluppa capacità linguistiche, comunicazione non verbale, autostima. Ma soprattutto impara l’empatia: mettersi nei panni dell’altro è un esercizio fondamentale anche nella vita reale».

Da qui una riflessione più ampia, che riguarda anche il sistema educativo: «È difficile pensare come non sia ancora una materia scolastica a tutti gli effetti. Il suo valore formativo è enorme».

Eppure, nonostante i cambiamenti della società e delle modalità di fruizione culturale, il teatro continua a mantenere una sua funzione precisa. «Rimane uno spazio dove si costruisce senso critico – sottolinea Garofalo –. Attraverso le storie si riesce a leggere anche il presente, a interrogarsi su ciò che ci circonda».

Un’eredità che affonda le radici nella storia – dall’antica Grecia fino ai grandi autori moderni – ma che oggi trova nuova linfa proprio nei territori. E Corigliano-Rossano, in questo, è diventata negli anni un piccolo punto di riferimento.

Intanto la stagione entra nel vivo. Dopo i primi appuntamenti di marzo, il “Sipario d’Oro” prosegue questa sera (28 marzo) al Teatro Paolella con “U Scuntrizzu” della compagnia Krimisa di Cirò Marina. Poi, dopo la pausa pasquale, si tornerà in scena il 17 aprile con “Quel cuore che ti amava tanto” (Teatro Hercules), il 9 maggio con “’Na mugghieri femminista” (Bottega del Sorriso), fino al finale tra Paolella e Valente: il 30 maggio “Nemici come prima” e, a chiudere, le due repliche di “Io, Mammita e Tu” firmate Codex 8&9 il 13 e 14 giugno.

Un cartellone che tiene insieme comicità, tradizione e identità. Ma soprattutto restituisce al teatro la sua funzione originaria: essere luogo di incontro.

Perché, come sintetizza Garofalo, «il teatro emoziona e fa emozionare. Ed è per questo che continua a vivere». Anche – e forse soprattutto – qui.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.