Al Festival Legalità Castrovillari un monito dalle scuole contro tutte le mafie
Da Maniaci a Mieli fino a Golia, Ranucci e Giletti: il Festival cresce e punta al 23 maggio con il corteo contro le mafie
CASTROVILLARI – Non è solo un festival. È un percorso, una presa di coscienza collettiva che passa dalle parole, dalle testimonianze e dagli occhi attenti di centinaia di studenti. Il Festival della Legalità di Castrovillari entra nel vivo e conferma, appuntamento dopo appuntamento, la sua capacità di incidere davvero sul territorio.
La chiusura del primo filone lo ha fatto con due nomi che, per storie e linguaggi, raccontano bene cosa significhi oggi parlare di legalità.
Prima Pino Maniaci, giornalista che ha pagato sulla propria pelle il prezzo della denuncia contro la criminalità organizzata. Il suo racconto, diretto, senza filtri, ha portato dentro le aule e nei teatri una realtà che spesso si tende a considerare distante, ma che continua invece a segnare profondamente i territori.
Poi Paolo Mieli, che ha chiuso il primo ciclo con una riflessione più ampia, quasi globale. Con il suo libro Il prezzo della pace, ha spostato lo sguardo sugli equilibri internazionali, mostrando come i conflitti e le tensioni del presente non siano mai così lontani da noi come pensiamo.
Due registri diversi, un unico filo: capire per scegliere da che parte stare.
Archiviato il primo ciclo, il Festival non si ferma. Anzi, rilancia.
Il secondo filone si è aperto con Giulio Golia, volto noto de Le Iene, capace di parlare ai più giovani con un linguaggio diretto, concreto, senza sovrastrutture. Teatro pieno, attenzione alta, partecipazione vera.
E non finisce qui.
In calendario ci sono altri protagonisti del giornalismo d’inchiesta e della narrazione civile: Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti, nomi che portano con sé storie, domande e – soprattutto – responsabilità.
Il cuore del Festival, però, restano loro: gli studenti.
Non spettatori passivi, ma parte attiva di un percorso che li coinvolge anche attraverso il concorso artistico-letterario ARTLET, pensato per trasformare idee, emozioni e riflessioni in linguaggi creativi.
È qui che il Festival trova la sua dimensione più autentica: quando la legalità smette di essere un concetto astratto e diventa esperienza.
Il punto di arrivo – simbolico ma fortissimo – sarà il 23 maggio, con il corteo contro le mafie. Una data che in Italia non è mai una semplice ricorrenza, ma memoria viva e impegno.
Castrovillari si prepara così a chiudere il Festival con un gesto collettivo, capace di tenere insieme passato e futuro, ricordo e responsabilità. Perché la legalità, qui, non è uno slogan. È una scelta. E, soprattutto, una direzione.