Al Polo Infanzia Magnolia il dialetto entra a scuola con un laboratorio educativo per i bambini
Il Polo Infanzia Magnolia di Corigliano-Rossano celebra la Giornata nazionale del Dialetto con un laboratorio educativo strutturato. Al centro il dialetto locale come strumento di apprendimento, gioco e identità. Il progetto, guidato dalla cooperativa Magnolia, ha coinvolto i bambini nella realizzazione di un giornalino e di attività espressive legate alla lingua del territorio
CORIGLIANO-ROSSANO – A ra scola avim parrat u’ russanis! La lingua madre non è solo quella che si studia sui libri: è anche quella che si ascolta in casa, che vive nei proverbi, nei gesti, nei racconti popolari. Per questo, anche quest’anno, il Polo Infanzia Magnolia ha scelto di celebrare anche quest’anno la Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali trasformandola in un’esperienza educativa strutturata, capace di tenere insieme gioco, conoscenza e appartenenza. Un laboratorio che non guarda al passato con nostalgia, ma lo restituisce ai bambini come strumento vivo di crescita.
A tracciare il senso e la direzione di questa esperienza è la pedagogista Teresa Pia Renzo, presidente della Cooperativa Magnolia, che sottolinea come il lavoro sul dialetto non sia un episodio isolato ma parte di un percorso educativo coerente. Dopo il Dizionario colorato realizzato lo scorso anno, nel 2026 il laboratorio ha preso la forma di un giornalino, pensato e costruito dai bambini come spazio narrativo, espressivo e creativo, capace di dare voce alla lingua del territorio con strumenti nuovi.
Il laboratorio ha previsto la simulazione di un vero e proprio telegiornale, interamente interpretato dai bambini, che si sono messi in gioco senza il supporto degli adulti. Attraverso la recitazione di proverbi popolari – espressioni ironiche, sagge e immediate – i piccoli hanno sperimentato il dialetto come linguaggio comunicativo autentico, non come curiosità folkloristica. Colorare, leggere, raccontare: ogni gesto ha contribuito a rendere la lingua locale uno spazio di relazione e non un semplice contenuto da apprendere.
«Il valore pedagogico dell’iniziativa – spiega ancora la direttrice - si è concentrato sulla possibilità di imparare attraverso il gioco, rafforzando la curiosità naturale dei bambini e accompagnandoli nella scoperta delle proprie origini. Conoscere il dialetto significa conoscere il proprio territorio, riconoscere le tradizioni, comprendere che l’identità non è qualcosa da nascondere ma da abitare con orgoglio. In questo senso, il laboratorio ha lavorato sull’autostima culturale e sulla capacità di sentirsi parte di una comunità».
Per Magnolia, dunque, educare al dialetto significa educare al rispetto delle differenze, alla pluralità dei linguaggi e alla ricchezza delle culture locali. In un tempo che tende all’omologazione, restituire dignità educativa alle lingue del territorio diventa una scelta consapevole e attuale. «Non si parla solo italiano: si parla storia, relazione, appartenenza. Ed è da qui che – conclude Teresa Pia Renzo - fin dall’infanzia, si costruisce una cittadinanza più consapevole».