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Gramsci per ripensare il presente, premiato a Roma un ricercatore di Co-Ro

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CORIGLIANO-ROSSANO – «Una tesi di laurea che non solo ricostruisce ordinatamente e puntualmente lo sviluppo e il dibattito sulla rivoluzione passiva, una delle teorie centrali nei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, ma evidenzia accuratamente anche la sua connessione con altre importanti teorie del marxista italiano come l’egemonia, la guerra di posizione, il Risorgimento, Americanismo e Fascismo. Una tesi, inoltre, che suggerisce la stringente attualità delle riflessioni gramsciane per ripensare e cambiare il presente».

È, questa, la motivazione con la quale, nei giorni scorsi, Antonio Viteritti, giovane calabrese dottorando in pensiero politico contemporaneo presso l’Universitat de Valencia in Spagna, laureatosi in Scienze filosofiche presso l’Università della Calabria, attualmente in forza alla Montesanto Sas, è stato insignito con il prestigioso Premio Internazionale Alberto Cardosi. L’evento è stato ospitato nella Sala Conferenze del Centro di Ricerca e Servizi per l'Innovazione Tecnologica Sostenibile (CE.R.S.I.TE.S.) del Polo di Latina dell'Università Sapienza di Roma.

Giunto alla sua ottava edizione, il Premio è organizzato dalla Fondazione Gramsci in collaborazione con la famiglia di Alberto Cardosi, giovane gramsciano affetto da fibrosi cistica venuto a mancare prematuramente nel 2014 e nella cui memoria si ambisce ad incoraggiare in tutto il mondo giovani studiosi negli studi gramsciani.

Ad introdurre l’evento, in collegamento online, è stato il Presidente della Fondazione Gramsci Rino Caputo insieme ad Alberto Budoni, docente di Pianificazione territoriale e urbanistica al polo di Latina della Sapienza. Prima della cerimonia di consegna del Premio, si è tenuto un seminario, su nazional-popolare e cosmopolitismo in Gramsci a cura di Francesca Izzo, docente dell’Orientale di Napoli. Con Viteritti hanno dialogato Stefano Mangullo della Fondazione Gramsci, Anna Maria Tomassini del Centro di studi Angelo Tomassini di Latina e Adriana De Santis, madre di Alberto Cardosi.

Dedicata a Il concetto di rivoluzione passiva nel pensiero di Antonio Gramsci, discussa durante l’anno accademico 2020/21, la tesi di Viteritti aveva come obiettivo l’inserirsi nel più recente dibattito fra gli studiosi gramsciani. Valore aggiunto del riconoscimento è stata – hanno spiegato gli organizzatori intervenuti – la capacità dimostrata nell’analizzare ed approfondire la riflessione gramsciana sulle classi dominanti. Per il Premio Cardosi – è emerso nel corso della partecipata manifestazione – si tratta di una novità rispetto agli anni precedenti nei quali le tesi premiate prendevano in esame soltanto il ruolo dei subalterni nel Pensiero Gramsciano.

Uomo politico di primo piano, tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia nel 1921, unanimemente considerato tra i più importanti intellettuali, filosofi e politici del XX secolo, Antonio Gramsci è a tutt'oggi uno dei più studiati nel mondo. Tra le sue riflessioni ed intuizioni, anch’esse toccate nell’apprezzata tesi di Viteritti, quella in particolare sul ruolo e sulle dinamiche della egemonia culturale, non soltanto resta di stringente attualità internazionale per rileggere con pensieri lunghi scenari e conflitti globali ma – spiega Lenin Montesanto, fondatore di Hegheomai, Mid@ & Strategie di governo – suggerisce contenuti, metodi ed antidoti per l’oicofobia calabrese, tra le manifestazioni più gravi della mai sanata Questione Meridionale. Nata nel 1950, la Fondazione Gramsci (già Istituto Gramsci) raccoglie documenti sulla sua biografia (la Biblioteca della Fondazione dispone di oltre 200 mila volumi) da impulso a ricerche e studi, organizza convegni, seminari, conferenze, corsi, mostre, attività formative, bandisce periodicamente borse di studio, pubblica gli Annali della Fondazione Gramsci, la rivista trimestrale Studi Storici, la serie Studi gramsciani nel mondo e la serie Storia internazionale del XX secolo. 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.