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La primavera di Patir, un nuovo processo di consapevolezza che coinvolge la Sibaritide

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CORIGLIANO-ROSSANO – Si è da poco conclusa la terza edizione di Patir, un’occasione di confronto e un’officina di idee vivace, che ha come scopo la valorizzazione e la promozione del patrimonio storico, artistico e culturale, attraverso il coinvolgimento di studiosi, associazioni, imprenditori e scuole, per offrire alla comunità momenti di riflessione e spunti nuovi per abitare con consapevolezza il territorio circostante. L’obiettivo è stato riscoprire, con una sensibilità nuova e uno sguardo rivolto al futuro, i luoghi e la loro storia inserendoli nelle mete di un turismo di prossimità sostenibile.

L’associazione Rossano Purpurea, che ha organizzato e promosso l’evento in collaborazione con l’Amministrazione comunale, il Gruppo Biodiversità dei Carabinieri, il Ministero della Cultura e il Parco archeologico di Sibari, si è chiesta, a conclusione dell’evento nelle sue molteplici declinazioni, cosa ci abbia lasciato questa esperienza. «Perché le parole – ha spiegato la Presidente Alessandra Mazzei - non siano solo slogan, ma indichino invece metodi e percorsi, abbiamo provato ad analizzare alcune evidenze che ci paiono essere emerse». Nel farlo, hanno stilato un elenco in dieci punti per riflettere sul tema, dal generale al particolare.

L’importanza di storicizzare un evento

«Ogni evento che si storicizzi acquista crescente credibilità, forte capacità aggregatrice per la comunità e importante potenziale promozionale verso l’esterno, specie se calendarizzato in modo stabile e se parla diversi e numerosi linguaggi. Noi siamo appena all’inizio, ma lo stiamo sperimentando e siamo felici di aver unito insieme tante voci, espressioni e attività, che integreremo ancora negli anni».

Il segreto sta nella promozione e nella costruzione del brand

«La forza promozionale di un evento è legata a molteplici fattori, ma due, tra gli altri, ci sembrano importanti: la costruzione del brand e il forte anticipo della campagna di comunicazione territoriale e su ampia scala. Patir sta mettendo buone basi sul primo aspetto, mentre ha invece tanto da migliorare sul secondo, ma la nostra percezione è che possa diventare importante evento di riferimento per la comunità e grande opportunità per raccontare il territorio».

Riconoscibilità e narrazione accattivante

«Sul territorio si possono costruire narrazioni sempre più accattivanti ed efficaci, ma a patto che a) il locale divenga glocale e riconoscibile; b) si uniscano ricerca scientifica ai diversi linguaggi divulgativi e accattivanti. Patìr sta iniziando a consegnare in questi anni numerosi nuovi spunti e percorsi».

Il rilancio della mediterraneità

«La nostra identità euromediterranea si è in questi ultimi anni sviluppata più sul primo fronte, mentre abbiamo forte bisogno di recuperare e rilanciare la nostra mediterraneità».

La professionalità degli ospiti permette di tracciare strade nuove

«Coinvolgere in un evento professionisti e ospiti di varie provenienze e professionalità attiva un network importantissimo sul territorio e incrocia sguardi diversi da affiancare a quelli interni per costruire crescente consapevolezza di visioni ed eventualmente correggere traiettorie meno idonee. Patir sta cercando di ricollocare Corigliano Rossano in una dimensione ampia di cultura nazionale ed internazionale, pur valorizzando le professionalità autoctone».   

Individuare i veri asset per pianificare sviluppo e turismo

«I turismi e le pianificazioni di sviluppo territoriale sono endemicamente interdisciplinari. In questi tre anni Patìr sta contribuendo a proporre una riflessione collettiva sugli asset del nostro territorio. I nostri spazi, i luoghi del silenzio, la diffusa spiritualità, il paesaggio, in senso fisico e culturale, e l’ampia fascia montana e collinare sono elementi su cui portare nei prossimi anni nuova e più decisa attenzione».

La Cultura può e deve creare economia

«Sulla Cultura e sui beni culturali si può e si deve costruire impresa, sviluppo, progettualità ed economia! Patìr ha presentato tante e significative buone prassi, a sostegno di questa strada».

Dimensione tempo: la qualità della vita al centro delle riflessioni

«La ricerca della qualità della vita nel nostro territorio deve essere uno dei temi su cui la comunità tutta deve sentirsi chiamata a discutere. Quest’anno Patìr ha riflettuto sulla dimensione tempo, proponendo un ragionamento comune e concordato che ha investito scuole, trasporto pubblico, famiglie, beni culturali, economia locale, sostenibilità e turismo di prossimità».

I giovani non sono il futuro ma il presente dei territori

«I giovani non sono i cittadini di domani, ma di oggi! Occorre assolutamente dare centralità alla voce dei ragazzi, creare spazi, laboratori, circuiti, opportunità, tempi e luoghi in cui loro, come i bambini, possano crescere come protagonisti attivi di questa città».

La cultura Unesco promotrice di valori universali

«La cultura Unesco è fatta di valori, principi, percorsi e programmi universali; la valorizzazione del patrimonio culturale, quindi, è uno degli aspetti fondamentali, ma a cui affiancarne altri, imprescindibili, intorno a cui fare crescere la nostra comunità, costruendo opportunità e strumenti. Patìr da tre anni lavora in questa direzione».

«Ogni evento che metta in campo energie e intellighenzia collettive – conclude Mazzei - può crescere se diventa stimolo, lievito e opportunità e se viene sentito e trattato come bene comune. Grazie ad ognuno e a tutti per aver contribuito a fare crescere Patìr e per quanto in futuro continueremo a fare insieme».

 

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.