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A Laino Borgo sta per partire la quinta campagna di scavi archeologici di Santa Gada

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LAINO BORGO - Riparte la quinta campagna di scavi archeologici a Santa Gada di Laino Borgo (ne avevamo parlato qui).

«Un’attività intensa finalizzata a riportare alla luce una grande città di 50 ettari dell’epoca arcaico-classica ed ellenistica finora sconosciuta alla comunità scientifica. Si tratta della quinta campagna scavi che verrà avviata tra il 10 giugno ed il 6 luglio sotto la direzione scientifica di Fabrizio Mollo, professore associato di Archeologia Classica all’Università degli Studi di Messina nell’ambito delle attività delle cattedre di Topografia antica e di Archeologia delle Province romane dell’ateneo messinese. Un’iniziativa portata avanti in collaborazione con la Provincia di Cosenza ed il Comune di Laino Borgo la cui campagna di reclutamento è già partita e terminerà il 9 aprile prossimo».

«L’inscrizione è aperta agli studenti del corso di laurea triennale in Lettere ed a quelli del corso magistrale in Tradizione classica ed Archeologica del Mediterraneo, oltre che ai laureandi, specializzandi e dottorandi in discipline archeologiche ed affini. Le attività di scavo verranno divise in due turni di due settimane ciascuno in cui ognuno sarà impegnato ad individuare i resti di questa antichissima città che, secondo i ricercatori, potrebbe essere Laos. Si tratta di una città subcolonia fondata dalla greca Sibari dopo che il sito era stato conquistato da Crotone nel 510 a.C., e che più tardi fiorì sotto il controllo dei lucani, una popolazione preromana che viveva nel sud Italia».

«Le prime campagne di scavo sono iniziate nel 2019 per poi proseguire nel 2021, nel 2022 e lo scorso anno. Da quegli scavi sono emersi nel sito ai piedi del Pollino, i resti di un vasto insediamento. Gli scavi del 2021 e del 2022 hanno interessato un esteso isolato residenziale, con grande vasca rivestita di laterizi, un ampio settore di produzione, con fornaci, aree di stoccaggio e lavorazione dell’argilla, dove forse si producevano piccoli vasi a vernice nera, dotato di grandi vasche di decantazione, con annessi strutture comunicanti di adduzione dell’acqua e pavimentazione drenante in laterizi. Nella campagna di scavi dell’estate scorsa sono stati raccolti nuovi e straordinari dati».

«Secondo quanto riferito dai responsabili dell’attività, è stato individuato un luogo di culto databile tra fine VI e inizi III sec. a.C., dedicato ad una divinità femminile, con riti di passaggio ed elementi connessi alla fertilità. I votivi, coroplastici e ceramici, documentano uno straordinario spaccato dei culti di una comunità che tra la fine del VI e l’età ellenistica occupa i pianori di Santa Gada. Non mancano attestazioni epigrafiche e materiali riferibili anche al culto di Artemide. Mentre tra i mesi di giugno 2022 e giugno 2023 i ricercatori si sono concentrati per la prima volta anche sulla necropoli di epoca ellenistica, con una decina di tombe a cassa e cappuccina e ricchi e articolati corredi funerari».

fonte: meravigliedicalabria.it

fonte foto: nationalgeographic.it

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.