Cane tenuto in un garage a Corigliano-Rossnao: esposto in Procura dopo anni di segnalazioni
Stop Animal Crimes Italia denuncia il proprietario e chiede di verificare l’operato degli agenti intervenuti e di un veterinario. Contestata la permanenza dell’animale in una rimessa. Sarà la Procura a valutare se sussistano ipotesi di reato
CORIGLIANO-ROSSANO – Un cane che, secondo quanto denuncia Stop Animal Crimes Italia, sarebbe tenuto da anni all’interno di un garage in zona Vico Rimembranza. Numerose segnalazioni, diversi sopralluoghi e ora una denuncia alla Procura della Repubblica di Castrovillari, con la richiesta di verificare sia le condizioni dell’animale sia l’operato di chi negli anni ha effettuato i controlli.
La vicenda viene ricostruita dall’associazione animalista. Le segnalazioni andrebbero avanti da circa dieci anni e nel tempo sarebbero intervenuti, a vario titolo, Polizia locale, servizio veterinario dell’Asp, Carabinieri e Forestali.
Secondo Stop Animal Crimes Italia, nonostante i sopralluoghi, la situazione non sarebbe sostanzialmente cambiata. Si tratta della ricostruzione e delle contestazioni formulate dall’associazione, sulle quali spetterà agli organismi competenti compiere gli accertamenti.
Il punto sollevato riguarda anche il Regolamento comunale sul benessere animale. L’associazione ricorda in particolare l’articolo 6 che, nel testo riportato nel comunicato, vieta di isolare gli animali in cortili, rimesse, box o cantine e, più in generale, di mantenerli in spazi incompatibili con il loro benessere psicofisico e le caratteristiche etologiche.
L’organizzazione contesta quindi il fatto che, a suo giudizio, non siano stati adottati provvedimenti risolutivi. Sostiene inoltre che il cane continuerebbe a vivere nel garage con una limitata esposizione alla luce e segnala presunte modalità irregolari di smaltimento delle deiezioni. Anche questi elementi dovranno essere eventualmente verificati.
Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura. Stop Animal Crimes Italia riferisce di aver denunciato il proprietario chiedendo accertamenti sulla possibile configurabilità del reato di maltrattamento di animali. L’associazione ha inoltre chiesto alla Procura di valutare l’operato degli agenti intervenuti nei controlli rispetto all’ipotesi prospettata di omissione di atti d’ufficio e riferisce di aver presentato denuncia anche nei confronti di un veterinario.
È stato richiesto anche il sequestro del cane, con la disponibilità dell’associazione ad assumerne gratuitamente la custodia.
La presentazione delle denunce, naturalmente, non comporta l’accertamento dei reati ipotizzati né di responsabilità individuali. Sarà la Procura a valutare la fondatezza delle contestazioni e l’eventuale necessità di ulteriori approfondimenti.
Dopo anni di segnalazioni, la questione arriva dunque sul tavolo della magistratura. Il punto da chiarire resta uno: quali siano realmente le condizioni di detenzione del cane e se gli interventi effettuati finora siano stati adeguati rispetto alle norme sul benessere animale.