«Giulia non può più aspettare»: da oltre tre mesi senza letto e materasso antidecubito
La sedicenne, gravemente disabile e assistita a domicilio, attende i presìdi prescritti da giugno. La famiglia denuncia il peggioramento di una lesione da pressione e prepara querela e diffida all’Asp di Cosenza
CORIGLIANO-ROSSANO – La storia di Giulia Montera la seguiamo praticamente da sempre, da quando è nata. Una vita segnata da una gravissima disabilità e da una lunga battaglia per il diritto alle cure, che suo padre Gabriele ha combattuto senza mai arretrare. Prima per sua figlia, poi trasformando quella stessa battaglia in una rivendicazione più ampia per tante famiglie costrette ogni giorno a confrontarsi con malattia, disabilità e burocrazia.
Oggi Giulia ha sedici anni, è affetta da paralisi cerebrale infantile e da altre gravi patologie, è tracheostomizzata, alimentata tramite PEG, sottoposta a ventiloterapia e ossigenoterapia ed è completamente allettata.
Da oltre tre mesi attende un letto elettrico articolato e un materasso antidecubito prescritti dai sanitari. Nel frattempo sul suo corpo è comparsa una lesione da pressione che continua a peggiorare.
Dopo le dimissioni dalla Rianimazione dell’Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina” di Palermo, le sue condizioni posturali e l’elevato rischio di lesioni da pressione avevano reso necessaria la sostituzione del precedente materasso, ormai non più idoneo.
Nel giugno scorso - ci raccontà il papà - sono state quindi presentate all’Asp di Cosenza le richieste per la fornitura dei presìdi, corredate dalle prescrizioni del medico curante, del medico ADI e del fisiatra, oltre alla documentazione sanitaria e al preventivo richiesto. Alla data del 16 settembre, però, letto e materasso non risultano ancora consegnati.
«Ogni giorno di ritardo può lasciare conseguenze»
Durante l’attesa Giulia avrebbe sviluppato una lesione da pressione che necessita di medicazioni quotidiane e che, sempre secondo quanto riferito dai familiari, la espone a ulteriori rischi e complicazioni.
Il padre Gabriele Montera afferma di avere trasmesso diversi solleciti via Pec, allegando anche documentazione sanitaria e fotografie della lesione. «Giulia non è una pratica da lasciare ferma su una scrivania. È una ragazza gravemente malata, completamente dipendente dall’assistenza e incapace di cambiare autonomamente posizione. Ogni giorno trascorso senza i presìdi prescritti può provocarle nuove sofferenze e conseguenze ancora più gravi».
Gli uffici territoriali di Corigliano-Rossano, secondo quanto riferito dalla famiglia, avrebbero comunicato di aver sollecitato la pratica, precisando però che l’autorizzazione degli uffici competenti di Cosenza non era ancora arrivata. Nel mese di luglio una fisiatra dell’Asp avrebbe inoltre contattato telefonicamente il padre prospettando una rapida soluzione che, sostiene la famiglia, non si è ancora concretizzata.
«Abbiamo seguito tutte le procedure, presentato i documenti e inviato ripetuti solleciti. Abbiamo persino mostrato il peggioramento della ferita. Cosa deve accadere ancora perché qualcuno intervenga? Non chiediamo un privilegio e non chiediamo un favore: chiediamo che venga tutelato il diritto alla salute di nostra figlia».
Pronte denuncia-querela e diffida all’Asp
La famiglia ha ora predisposto una denuncia-querela ed esposto affinché l’Autorità giudiziaria verifichi le ragioni del ritardo e accerti eventuali responsabilità. Contestualmente viene annunciata una diffida all’Asp di Cosenza perché vengano comunicati con urgenza data e modalità di consegna del letto elettrico e del materasso antidecubito.
Qualora la procedura ordinaria non consentisse una consegna immediata, viene chiesta anche una soluzione provvisoria clinicamente equivalente e sicura. La famiglia domanda inoltre la conservazione degli atti relativi alla pratica e l’accertamento medico-legale dell’evoluzione della lesione.
Montera, presidente nazionale di Unalottaxlavita ETS, allarga infine il caso al problema dei tempi burocratici che molte famiglie con persone gravemente disabili devono affrontare.
«Una famiglia che vive accanto a un figlio gravemente malato non può essere lasciata sola a inseguire autorizzazioni, uffici e risposte. Dietro ogni pratica sanitaria c’è una persona. Nel nostro caso c’è Giulia, con la sua fragilità, il suo dolore e il suo diritto a ricevere tempestivamente ciò che i medici hanno prescritto».
L’appello finale è diretto all’Asp e alle istituzioni: «Consegnate immediatamente a Giulia il letto e il materasso prescritti. Fermate questa sofferenza prima che il danno diventi ancora più grave».