Don Pino Puglisi, Garofalo: «A Brancaccio ruppe il silenzio della mafia senza fare rumore»
Nel giorno dell’anniversario della nascita e dell’uccisione del sacerdote, il presidente del Centro Studi Giorgio La Pira di Cassano ricorda la sua testimonianza: «La sua arma era un sorriso disarmante»
CASSANO JONIO – «C’è un posto a Palermo dove la mafia non è mai riuscita ad entrare davvero. Non è un bunker, non è una caserma. È una piccola parrocchia di periferia: San Gaetano a Brancaccio. Lì ha vissuto e lì è morto don Giuseppe Puglisi, don Pino». Lo afferma Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi Giorgio La Pira di Cassano Jonio, ricordando la figura del sacerdote ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993.
«Don Pino non era un forestiero venuto a fare l’eroe. Era nato a Brancaccio il 15 settembre 1937, figlio di un calzolaio e di una sarta. Conosceva quella terra, le sue ferite, il suo dialetto, la sua rassegnazione. Il cuore rimase sempre ai ragazzi di strada». Garofalo ricorda quindi il contesto nel quale maturò l’impegno del sacerdote. «Brancaccio allora era feudo dei Graviano, una delle famiglie mafiose più sanguinarie. La mafia non aveva bisogno di sparare, le bastava il silenzio. Don Pino iniziò a rompere quel silenzio senza fare rumore».
Un impegno concreto, costruito soprattutto attorno ai più giovani. «Non organizzò cortei antimafia. Aprì una porta. Anzi, due. Fondò il Centro Padre Nostro, per dare doposcuola, per togliere i bambini dalla strada. Andava a prendere i ragazzi casa per casa perché andassero a scuola».
Garofalo richiama anche quella che definisce una vera e propria «preghiera laica» di don Puglisi: «Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto». «E sorrideva. Sempre. Un sorriso disarmante, la sua arma».
Poi il ricordo dell’ultima sera. «La sera del 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, don Pino stava tornando a casa. Lo illuminarono con i fari di un’auto. Gli dissero: “Padre, questa è una rapina”. Lui capì tutto e sorrise. Le sue ultime parole, secondo la confessione del suo assassino, furono: Me lo aspettavo».