Un nuovo anno da coltivare: il Majorana riparte dalla vendemmia guardando al futuro
Dai vigneti all’olio premiato in Italia, una scuola che trasforma il territorio in laboratorio e guarda oltre i confini calabresi. Madera: «Valorizziamo le competenze dei ragazzi». Faragalli: «Un istituto di cui la Provincia deve vantarsi»
CORIGLIANO-ROSSANO – C’è un modo molto concreto di inaugurare un anno scolastico: sporcarsi le mani, entrare in cantina, raccogliere l’uva coltivata dagli studenti, trasformarla e vedere finalmente maturare ciò che era stato piantato due anni prima. È quanto accaduto questa mattina all’Agrario-Alberghiero dell’IIS “E. Majorana” di Corigliano-Rossano. Qui, l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027 è diventato il racconto di una scuola che prova a superare la tradizionale distanza tra aula, territorio e mondo del lavoro.
La giornata, annunciata ieri, si è aperta nella cantina didattica con la torchiatura dell’uva proveniente dai vigneti scolastici e ha avuto tra i suoi momenti centrali l’inaugurazione della Piazza dell’Agricoltura e della Biodiversità Calabrese, nei nuovi spazi della sede di località Frasso restituiti alla comunità scolastica dopo gli interventi di sistemazione dell’area. Un luogo riqualificato, rappresentazione della direzione intrapresa dall’istituto: agricoltura, trasformazione, ospitalità, identità e biodiversità riunite dentro un'unica esperienza formativa. Alla manifestazione ha preso parte il presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli, la consigliera regionale Elisa Scutellà, il consigliere provinciale Giuseppe Turano, accolti dal dirigente scolastico Saverio Madera, insieme a studenti, docenti e personale della scuola.
Madera: «Raccogliamo i primi frutti»
Per Madera la vendemmia ha anche un significato simbolico: rappresenta il passaggio dalla progettazione ai risultati. «Abbiamo restituito dignità a tutti gli spazi grazie anche alla collaborazione con le istituzioni – ha spiegato il dirigente – e qui colgo l'occasione per ringraziare il presidente della Provincia, che ha impegnato dei finanziamenti per riprendere e ristrutturare tutta la parte esterna dell'Istituto Agrario e Alberghiero».
Poi lo sguardo va ai vigneti realizzati dalla scuola: «Li abbiamo creati due anni fa e adesso raccogliamo i primi frutti con la vendemmia. Per noi è una bellissima occasione. Abbiamo inaugurato la Piazza della Biodiversità e dell'Agricoltura Calabrese e continuiamo ad andare avanti nel segno dell'impegno, della continuità e soprattutto della valorizzazione delle competenze delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi».
Ed è proprio la parola competenze a spiegare meglio ciò che accade al Majorana. Perché qui il prodotto agricolo è l'inizio di una filiera didattica ben studiata.
Faragalli: «Una scuola di cui la Provincia deve vantarsi»
Una filiera che ha colpito anche il presidente Faragalli. «Credo che questo sia un istituto importante, di cui la Provincia deve vantarsi – ha sottolineato – perché oggi abbiamo visto la produzione del vino, dello yogurt, il settore olivicolo, le mandorle, i fichi: una serie di iniziative che questo istituto porta avanti con grande lavoro e soprattutto con grande lungimiranza del preside Madera, che voglio ringraziare, insieme a tutto il personale docente e non docente».
Il presidente ha ricordato anche il sopralluogo effettuato alcuni mesi fa per verificare gli interventi necessari nella struttura. Oggi, ha osservato, quei lavori assumono un significato che va oltre l'edilizia. «Siamo tutti felici per due motivi: innanzitutto perché diamo agli studenti uno spazio didattico più ampio e poi perché abbiamo dimostrato che le istituzioni ci sono, che la Provincia c'è e vuole esercitare il proprio ruolo, dando il giusto spazio all'edilizia scolastica. Perché sono le scuole dei nostri figli».
Per Faragalli, soprattutto in una realtà come quella dell'Agrario-Alberghiero, l'investimento sulla scuola diventa direttamente un investimento sulle opportunità professionali: «Qui esiste una filiera che darà ai nostri ragazzi un momento di confronto e soprattutto una professione, che poi saranno liberi di scegliere o meno. Ma resta una competenza».
Da qui il richiamo alla collaborazione istituzionale: scuola, Provincia e personale tecnico che hanno lavorato insieme per gli interventi realizzati. «Quando si uniscono le forze – ha concluso – raggiungiamo l'obiettivo e diamo anche l'idea di una classe dirigente capace di mettere in campo risorse e realizzare momenti come questi per un solo interesse: i nostri figli e la nostra scuola».
Non solo una scuola del territorio: i primati nazionali
Ma per comprendere fino in fondo il significato della giornata bisogna allargare lo sguardo. Il Majorana negli ultimi anni ha costruito una presenza che va oltre i confini di Corigliano-Rossano.
Il caso più emblematico è quello dell'olio extravergine “Momena”, prodotto dall'azienda agraria dell'istituto: nel 2024 è stato riconosciuto come migliore extravergine d'oliva d'Italia tra quelli prodotti dagli istituti agrari, in un concorso nazionale promosso da Pandolea in collaborazione con Gambero Rosso e la Rete nazionale degli Istituti Agrari. Un primo posto italiano che ha portato direttamente il nome di Corigliano-Rossano sulla ribalta nazionale. L'olio nasce nell'azienda agricola speciale dell'Agrario, che si estende su 18 ettari: quattro sono destinati all'uliveto, con circa 800 piante delle varietà Dolce di Rossano e Roggianella.
E non è rimasto un episodio isolato. Nel 2026 l'Agrario è tornato sul podio conquistando il terzo posto all'Ercole Olivario Future, altro riconoscimento nazionale dedicato agli oli prodotti dagli istituti agrari. Un risultato successivamente valorizzato anche dalla Camera di Commercio di Cosenza.
Nel 2024, inoltre, il Majorana aveva celebrato un altro risultato nazionale: la studentessa Giulia Caruso aveva conquistato il primo posto al Premio Alberto Cocchi, competizione rivolta agli studenti degli ultimi anni degli istituti tecnici e professionali in meccanica, meccatronica e agraria, nell'ambito di EIMA International a Bologna.
Premi che si accompagnano a una presenza sempre più frequente nei luoghi nei quali si discute di agricoltura, agroalimentare, innovazione e formazione. Solo negli ultimi mesi l'istituto è stato protagonista, tra le altre iniziative, del Vinitaly di Sybaris, della Settimana della Biodiversità con Regione Calabria e Arsac e del progetto regionale dedicato agli istituti agrari promosso nell'ambito della Settimana nazionale della Bonifica e dell'Irrigazione, dove il Majorana è stato indicato come unica scuola della provincia di Cosenza coinvolta nell'iniziativa.
È questo insieme di esperienze a dare alla scuola un respiro nazionale: non la semplice partecipazione a eventi, ma il confronto continuo degli studenti con competizioni, manifestazioni e contesti specialistici nei quali le competenze acquisite tra i banchi vengono misurate con quelle di coetanei e istituti provenienti da altre parti d'Italia.
La cifra distintiva dell'esperienza del Majorana sta probabilmente tutta qui. Nell'aver trasformato il rapporto tra Agrario e Alberghiero in una filiera reale. Si semina, si coltiva, si raccoglie. Poi si trasforma, si cucina, si serve, si racconta. L'agricoltura incontra l'enogastronomia e il prodotto della terra diventa occasione per apprendere chimica, tecniche agronomiche, trasformazione alimentare, ristorazione, accoglienza e capacità imprenditoriale.