Mandatoriccio, sequestrato depuratore: ma il legame resta da provare
La Capitaneria ha accertato anomalie nell’impianto comunale, lasciandolo utilizzabile sotto vincolo. Esteso il divieto di balneazione vicino al torrente Armirò. Gli accertamenti devono ancora stabilire la fonte della gastroenterite
MANDATORICCIO - Migliorano le condizioni dei bambini colpiti da gastroenterite durante il soggiorno a Mandatoriccio. Intanto la Capitaneria di porto ha sottoposto a sequestro il depuratore comunale dopo averne accertato il malfunzionamento.
«Si tratta di un sequestro con facoltà d’uso – precisa il sindaco Cataldo Iozzi –. Il sottoscritto è stato nominato custode giudiziario dell’impianto, che può quindi continuare a essere utilizzato regolarmente nel rispetto delle prescrizioni impartite. Nel frattempo attendiamo gli esiti degli esami, ma al momento non ci sono stati comunicati i tempi necessari per conoscerne i risultati».
Il provvedimento lascia al Comune la facoltà d’uso dell’impianto. La struttura potrà quindi continuare a funzionare, pur restando sottoposta al vincolo e agli interventi necessari per superare le anomalie riscontrate.
È necessaria una precisazione sui numeri: l’Asp di Cosenza aveva comunicato la presa in carico di 19 minori all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano. Quattordici erano stati dimessi dopo le prime terapie, mentre cinque erano rimasti ricoverati precauzionalmente, tutti con parametri stabili e nessuno in condizioni critiche.
I primi accertamenti avevano orientato verso una possibile origine virale. Un successivo aggiornamento riferisce invece di una gastroenterite di matrice batterica. Per definire con precisione l’agente responsabile e la fonte dell’esposizione restano determinanti gli esami coprocolturali e l’indagine epidemiologica.
I controlli sul depuratore sono stati avviati nell’ambito delle verifiche scattate dopo i malori. I bambini soggiornavano in una struttura ricettiva convenzionata con uno stabilimento balneare situato nelle vicinanze del torrente Armirò, nel quale confluiscono le acque provenienti dall’impianto.
Nell’area della foce era già presente un divieto permanente di balneazione. La fascia interdetta è stata successivamente ampliata fino a 250 metri, in via precauzionale.
L’impianto sarebbe stato progettato per servire una popolazione residente inferiore alle settemila persone. Durante l’estate, però, le presenze sul territorio possono raggiungere quota trentamila, determinando un carico notevolmente superiore.
Il sopralluogo avrebbe confermato difficoltà di funzionamento, ma il sequestro non dimostra da solo che i reflui del depuratore abbiano causato i casi di gastroenterite. Per stabilire un nesso servono la compatibilità microbiologica tra i campioni clinici e quelli ambientali, la ricostruzione dei luoghi frequentati dai bambini e l’esclusione di altre possibili fonti.