Caso Bifano, spunta una polo bruciata: il ritrovamento della troupe Rai può cambiare l’inchiesta
Durante le riprese de “La Vita in Diretta” individuati una maglietta parzialmente bruciata e un sacchetto nascosto tra i fichi d’India. Gli oggetti sono stati sequestrati: ora Scientifica e DNA dovranno chiarire se siano legati al delitto
CORIGLIANO-ROSSANO - Potrebbe essere a una svolta decisiva l'inchiesta sulla morte di Carmela Bifano, la donna trovata priva di vita all'interno di un fondo agricolo a Corgliano. Durante le riprese di un servizio giornalistico sul posto, la troupe del programma Rai "La Vita in Diretta" ha notato e segnalato agli inquirenti una serie di elementi finora sfuggiti ai sopralluoghi, che potrebbero rivelarsi fondamentali per fare piena luce sul delitto. Mentre giravano alcune riprese lungo la strada che lambisce il terreno teatro del crimine, i giornalisti hanno scorto tra la vegetazione del ciglio stradale una maglietta bianca, pare modello polo, parzialmente bruciata. L'indumento presenta evidenti tracce di combustione su una parte del tessuto.
Da giorni si ragionava attorno a questo elemento. Il marito, attualmente indagato per la morte della Bifano, era stato trovato a pochi metri dal luogo dell’aggressione ed era a torso nudo. Avrebbe raccontato di essersi tolto la maglietta mentre raccoglieva i fichi d’india e di aver appeso l’indumento al ramo di una albero. Era poi giunto il sospetto che la maglietta fosse andata distrutta da un incendi di sterpaglie divampato dopo il sopraluogo. Ora il sorprendente ritrovamento apre una serie di interrogativi.
Gli investigatori dovranno chiarire innanzitutto se vi sia stato un tentativo maldestro di distruggere tracce biologiche o prove materiali riconducibili alle fasi concitate dell'aggressione. E non solo. A breve distanza dal punto in cui è stata rinvenuta la polo, l'attenzione dell'inviato si è concentrata anche su un ulteriore dettaglio situato proprio nel cuore della scena d'interesse investigativo: un sacchetto di plastica nascosto sotto la chioma di una pianta di fico d'India. Quel punto esatto coincide con il luogo in cui era solito sedersi e stazionare il marito della vittima, attualmente sottoposto a misura cautelare in carcere.
Il sacchetto e l'area del ritrovamento della maglietta sono stati presi in consegna dagli agenti della polizia giunti sul posto. Tutti gli oggetti verranno repertati e inviati ai laboratori della Polizia Scientifica per gli esami dattiloscopici e l'eventuale estrazione di profili di DNA. L'attenzione degli inquirenti ora sarà focalizzata sul verificare l'effettiva riconducibilità della maglietta al marito indagato, oltre a stabilire cosa contenesse il sacchetto recuperato sotto la vegetazione. Se confermati, questi nuovi elementi potrebbero consolidare il quadro indiziario a carico dell'uomo attualmente ristretto in carcere, chiudendo il cerchio attorno alla ricostruzione delle ultime ore di vita di Carmela Bifano. Anche perché c’è da verificare chi e come ha appiccato l’incendio e se altre possibili tracce siano state distrutte dalle fiamme.
Non meno importante saranno gli esiti del laboratorio per capire se sul tessuto scampato al fuoco vi siano o meno tracce di sangue e se quel sangue appartiene alla vittima di questa storia i cui puti oscuri da chiarire restano ancora tanti.