Dopo l’uccisione di Ornella, Cassano pensa a uno sportello contro la violenza sulle donne
La proposta della consigliera Elisa Fasanella: creare un presidio permanente di ascolto, orientamento e sostegno collegando Comune, scuole, servizi sociali, associazioni e forze dell’ordine
CASSANO JONIO - Fare in modo che il dolore non resti confinato ai giorni del lutto, ma diventi prevenzione, ascolto e responsabilità pubblica. Nasce dal ricordo di Ornella, la donna della comunità uccisa nei giorni scorsi, la proposta della consigliera comunale Elisa Fasanella di istituire a Cassano uno sportello permanente contro la violenza di genere.
Fasanella sceglie di non entrare nella vita privata della vittima né negli aspetti della vicenda che competono alle indagini e all’autorità giudiziaria. Al centro del suo intervento pone invece la dignità della donna. «Ornella era una donna, una madre, una nostra concittadina - dichiara a Gazzetta del Sud -. È stata uccisa con una violenza che lascia senza parole».
La proposta mira a creare un luogo stabile al quale le donne in difficoltà possano rivolgersi per ricevere ascolto, orientamento e sostegno. Lo sportello dovrebbe inserirsi in una rete territoriale composta da Comune, servizi sociali, scuole, associazioni e forze dell’ordine. L’obiettivo è intercettare le situazioni di rischio prima che degenerino, offrendo informazioni sui percorsi di protezione e mettendo in collegamento le persone con i servizi e le professionalità competenti. «Non possiamo limitarci a esprimere dolore dopo una tragedia. Bisogna intervenire prima», sottolinea la consigliera.
Un ruolo centrale dovrebbe essere affidato anche alla prevenzione culturale, a partire dalle nuove generazioni. Scuole e istituzioni sono chiamate a spiegare che il controllo, il possesso e la gelosia non costituiscono manifestazioni d’amore, ma possono rappresentare segnali di relazioni violente.
Fasanella insiste anche sulla responsabilità della politica, dell’informazione e dell’intera comunità nel raccontare tragedie di questo tipo. Tutelare la vittima significa evitare giudizi, dettagli morbosi e ricostruzioni capaci di spostare l’attenzione dalla violenza subita alla sua vita personale.
La proposta è maturata anche dopo le esequie di Ornella, durante le quali la presenza di donne impegnate nelle istituzioni di altri Comuni ha assunto un forte significato simbolico. Un’immagine di vicinanza che, nelle intenzioni della consigliera, deve ora tradursi in un impegno stabile.
Serviranno un progetto definito, personale qualificato, risorse e un collegamento effettivo con la rete antiviolenza già presente sul territorio. Lo sportello potrà essere utile soltanto se diventerà un presidio riconoscibile, accessibile e capace di garantire riservatezza.