La Sila Greca brucia ancora: incendio minaccia le case a Cropalati
Le fiamme risalgono dal Trionto verso le propaggini del paese. In azione Vigili del fuoco, Calabria Verde e il Canadair CAN16. Sul posto il sindaco Citrea. Intanto Legambiente fotografa il disastro lasciato undici giorni fa a Scala Coeli
CROPALATI – La Sila Greca torna a bruciare. Dal primo pomeriggio di oggi un incendio sta interessando il territorio di Cropalati, nella Valle del Trionto, risalendo dal fondovalle verso le propaggini del centro abitato e tenendo impegnata la macchina antincendio.
Il rogo è partito dall’argine del fiume Trionto e, sospinto dal vento di Levante, sta risalendo il costone destro lungo il versante che conduce verso il paese. Le fiamme stanno interessando macchia mediterranea e uliveti, con il fronte che proprio per la direzione del vento desta particolare preoccupazione per la vicinanza alle aree abitate.
Sul posto stanno operando Calabria Verde e Vigili del fuoco, mentre dall’alto è impegnato nei lanci anche il Canadair CAN16. A seguire direttamente l’evoluzione delle operazioni c’è il sindaco di Cropalati, Domenico Citrea.
L’obiettivo, in queste ore, è impedire che il fronte continui a guadagnare terreno lungo il costone e possa avvicinarsi ulteriormente al centro abitato, contenendo allo stesso tempo i danni a una zona dove alla vegetazione spontanea si alternano numerosi uliveti.
La dinamica è quella che rende particolarmente insidiosi molti incendi della Sila Greca: un focolaio che parte dalle quote più basse e trova nei versanti e nel vento una direttrice naturale verso monte.
E l’incendio di Cropalati arriva mentre nello stesso comprensorio sono ancora evidenti le ferite lasciate dai roghi delle ultime settimane.
A Scala Coeli, appena undici giorni dopo il violento incendio che ha devastato località Palazzina/Montagna, il Circolo Legambiente Nicà è tornato nell’area per verificare direttamente ciò che resta.
Il quadro descritto dagli ambientalisti è pesantissimo: cenere, tronchi anneriti, sottobosco distrutto e ampie porzioni di macchia mediterranea compromesse.
«Quello che abbiamo visto è stato un disastro ambientale di proporzioni impressionanti», racconta il Circolo.
A Scala Coeli distrutto un patrimonio di biodiversità
Nel sopralluogo Legambiente ha censito visivamente la perdita di una parte consistente della vegetazione tipica dell’area.
Sono stati distrutti corbezzoli, rosmarino, origano, capperi, ginepri, mirti, allori, lentischi, cisti villosi, ginestre e spinoselle, oltre a pini, querce e numerosi altri alberi.
Il racconto degli ambientalisti restituisce plasticamente il cambio di paesaggio: «Mentre calpestavamo il terreno bruciato, sentivamo soltanto l’odore acre della resina dei pini. Prima, invece, quel luogo era animato dal canto delle cicale e dal cinguettio degli uccelli».
Non c’è ancora una quantificazione ufficiale della superficie percorsa dalle fiamme, ma il danno ambientale appare evidente e serviranno anni perché l’ecosistema possa recuperare pienamente.
Legambiente: «Non basta intervenire quando il fuoco è già partito»
Ed è proprio davanti a questo scenario che Legambiente Nicà torna a insistere sul tema della prevenzione.
La proposta è quella di garantire un presidio più capillare delle aree a rischio attraverso pattuglie di volontari adeguatamente formati e profondi conoscitori del territorio, con una presenza estesa nelle ore più critiche, indicativamente dalle 6 del mattino alle 22.
«La prevenzione e la tempestività possono fare la differenza. Controllare il territorio significa intervenire prima che un piccolo focolaio possa trasformarsi in un incendio devastante», ribadisce il Circolo.
È una richiesta che, mentre si combatte contro il fuoco sul costone di Cropalati, assume inevitabilmente un peso ancora maggiore.
Perché la Sila Greca continua a mostrare la stessa fragilità: vegetazione fitta, terreni difficili da raggiungere, vento e un patrimonio boschivo e agricolo che può essere divorato in poche ore.
Spegnere è indispensabile. Prevenire lo è ancora di più
Canadair, Vigili del fuoco e Calabria Verde sono indispensabili quando l’incendio è ormai scoppiato. Ma il bilancio di Scala Coeli e le fiamme che oggi minacciano Cropalati riportano inevitabilmente il discorso al punto precedente: intercettare il fuoco prima che diventi emergenza. Legambiente lo dice senza giri di parole: «Non possiamo limitarci a contare i danni dopo ogni incendio».