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Fusione e Tribunale: «Basta teorie fumose, servono scelte politiche»

4 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – La lettera al direttore del giornalista e scrittore Domenico Campana ha aperto un confronto diretto - forse inaspettato - con il sindaco Flavio Stasi sul futuro della fusione, sul ruolo territoriale di Corigliano-Rossano e, soprattutto, sul collegamento tra il riordino previsto dalla legge regionale 15/2006 e la battaglia per il nuovo Tribunale. Campana aveva sollecitato il Consiglio comunale ad approvare urgentemente una delibera per chiedere alla Regione il riconoscimento della città quale polo urbano principale e capofila dell’area vasta Sibaritide-Pollino-Valle del Crati e del Trionto, sostenendo che questo assetto potrebbe rafforzarne anche il peso nella revisione della geografia giudiziaria.


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Stasi raccoglie la provocazione ma ribalta praticamente per intero l’impostazione di Campana. Difende la richiesta dei contributi regionali mai riconosciuti alla città fusa, accusa la maggioranza regionale di voler cancellare la legge proprio per impedire il maturare di ulteriori diritti, rivendica il ruolo di fatto già assunto da Corigliano-Rossano nell’area vasta attraverso DMO, Unione dei Comuni e reti territoriali. E sul Tribunale taglia corto: la riapertura, sostiene, dipenderà da una scelta politica del Governo nazionale, non da un riconoscimento burocratico regionale.

Di seguito l’intervento integrale del sindaco.

«Caro direttore,

leggendo una lettera a te indirizzata ho sentito forte il dovere di fare un po’ di chiarezza, perchè ad ormai 8 anni dalla nascita della Città ed al termine dei 5 anni del Governo nazionale attuale, credo ci sia ben poco da arzigogolare.

Innanzitutto il folle percorso di cancellazione della Legge 15 del 2006, cioè la legge che prevede 10 anni di contributi regionali ai Comuni fusi, non è stato propiziato da spirito riformista: ormai è chiaro come tutto sia partito dalla mia richiesta formale di riconoscimento dei contributo che la Regione Calabria, vergognosamente, non ha mai dato alla città.

La richiesta è fondata ed andremo fino in fondo anche in sede giudiziaria - come abbiamo fatto per il patrimonio boschivo - al fine di ottenere i diritti della nostra città, che non possono essere negati dall’ente Regione per le proprie lacune, cioè per non aver messo a punto il proprio piano delle fusioni: una vergogna nazionale che dimostra ancora una volta la profonda mancanza di visione di chi governa la Calabria, incapace di riforme strutturali.

Per evitare che ulteriori, sacrosanti diritti dei Comuni fusi maturassero, un gruppo di consiglieri regionali di maggioranza ha avviato la cancellazione d’urgenza: pensate quali sono le priorità di questa classe politica. Mi chiedo se avrebbero avuto lo stesso comportamento se il recente tentativo di fusione dell’area urbana di Cosenza, fortemente spinto dal Governo Regionale, fosse andato a buon fine. Uno strabismo che definirei obrobrioso.

Quello della abolizione della Legge 15/06 non rappresenta alcun obbligo nè adeguamento delle norme, rappresenta una scelta politica che ritengo che non meriti solo il dissenso delle popolazioni dei comuni fusi, ma di tutti i calabresi. E’ evidente, infatti, ciò che stiamo facendo a Corigliano-Rossano in termini di rilancio politico ed amministrativo della città anche grazie alla fusione: questa è una occasione che l’attuale maggioranza regionale vuole strappare evidentemente ad altri territori.

Fatta questa precisazione, che merita profonda riflessione politica, preciso che in questi anni, pur senza riconoscimenti amministrativi di carattere formale, per la prima volta il nostro Comune sta svolgendo di fatto il ruolo politico di punto di riferimento dell’area vasta, con lavoro, sacrificio e visione unitaria di territorio: esattamente tutto ciò che non è stato fatto nei decenni passati, quando i comuni di Corigliano Calabro e Rossano erano visti sempre come solitari antagonisti delle dinamiche territoriali oltre che di loro stessi (inutile ricordare il folle suicidio della mancata istituzione della provincia).

Lo stiamo dimostrando coi fatti: abbiamo unito oltre 40 comuni avviando il percorso per la creazione di una DMO, abbiamo avviato e stiamo allargando il progetto di una Unione dei Comuni, abbiamo ripreso il percorso di una ridistribuzione degli enti territoriali di Governo, abbiamo costruito una rete territoriale che finalmente dialoga e costruisce proposta politica, dal Pollino allo Ionio.

Trovo abbastanza surreale e confusionario, in questo contesto, proporre al Comune di Corigliano-Rossano di approvare una delibera che in maniera dichiaratamente vana chieda allo stesso governo regionale che sta abolendo una propria legge, per scelta politica, pur di non favorire i comuni fusi, di riconoscerci amministrativamente il ruolo che stiamo già svolgendo politicamente. Cerchiamo di essere seri e coerenti con gli interessi della città, non di fare politica con proposte astruse.

Soprattutto trovo fuorviante, anzi trovo sia una fesseria colossale, tentare di far capire alla gente che da questo artificio burocratico possa dipendere la riapertura del Tribunale. Direi che il tempo di continuare a nascondersi dietro teorie fumose sia finito.

La legislatura è quasi finita: noi siamo stati e continueremo a stare fino all’ultimo giorno con chi lavora istituzionalmente per la restituzione di quanto diabolicamente scippato, cioè del Presidio di Giustizia, senza distinzione di schieramento: lo abbiamo dimostrato sacrificando progetti e visioni di riutilizzo di uno degli immobili più importanti del Comune. Fatta questa precisazione, se ci sarà o meno una nuova riforma della geografia giudiziaria sarà solo ed esclusivamente per scelta politica del Governo e finora è stato scelto di non riaprire quasi nessun tribunale, a differenza di quanto sostenuto in campagna elettorale (promessa trasversalmente vana del resto).

Per altro trovo cristallino il fatto che un solo tribunale sia stato riaperto, quello di “appartenenza” del Ministro Nordio, cioè Bassano del Grappa: una chiara, legittima e forte scelta politica, che c’azzeccano le leggi regionali, le teorie fumose, i massimi sistemi?

Al territorio come alla città servono scelte politico-istituzionali chiare che in molti campi, purtroppo, in questi anni non sono avvenute: sarebbe necessario esercitare la critica in questi casi, a prescindere dalle tessere di partito che si tengono in tasca. Da parte nostra serve continuare a lavorare con trasparenza, fatica e visione ad un territorio più forte ed unito, rendendo non solo la città di Corigliano-Rossano ma l’intero comprensorio più autorevole.»

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.