Violenza di genere, Corigliano-Rossano e Regione puntano sulla prevenzione
In città torna a riunirsi il Tavolo permanente. Il Comune propone una strategia territoriale sull’educazione alle relazioni, mentre la Regione annuncia un progetto da oltre 250 mila euro rivolto agli studenti calabresi
CORIGLIANO-ROSSANO - Rafforzare la protezione delle donne e intervenire sulle radici culturali della violenza, partendo dalle nuove generazioni. È la risposta che Comune di Corigliano-Rossano e Regione Calabria intendono mettere in campo dopo i recenti femminicidi e le aggressioni che hanno colpito il territorio regionale, con particolare riferimento ai gravi episodi avvenuti a Corigliano-Rossano e Trebisacce.
Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 26 agosto alle ore 10, nella Sala del Consiglio comunale in piazza Santissimi Anargiri, nel centro storico di Rossano. Qui si riunirà il Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, concepito come sede stabile di confronto e programmazione tra istituzioni e realtà territoriali.
Sono stati invitati i rappresentanti dell’Autorità giudiziaria, delle Forze dell’Ordine, dell’Amministrazione comunale, dei servizi sociali, delle scuole e delle organizzazioni specializzate nella prevenzione, nella protezione delle vittime e nel contrasto della violenza.
Al centro dell’incontro ci sarà la proposta del Comune di avviare una Strategia territoriale per l’educazione alle relazioni, all’affettività e alla parità. L’obiettivo è superare le iniziative occasionali per costruire un percorso continuativo, differenziato per fasce d’età e realizzato con il contributo delle istituzioni scolastiche e della rete antiviolenza.
«Non possiamo occuparci della violenza soltanto quando essa si è già manifestata», afferma l’assessora comunale alle Politiche di promozione sociale, Marinella Grillo. Alla tutela e alla presa in carico delle donne, sottolinea, deve affiancarsi un investimento sulla cultura delle relazioni, sulla reciprocità, sulla parità e sul rispetto della libertà altrui.
La scuola viene individuata come uno dei principali presìdi di prevenzione. Il percorso dovrebbe aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere stereotipi, discriminazioni e comportamenti fondati sul controllo, sul possesso e sulla prevaricazione, evitando che vengano confusi con manifestazioni d’affetto.
Sulla stessa linea la presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo, che giudica positivamente la volontà di costruire un programma organico di informazione e formazione, anche nelle scuole, ponendo le basi per un cambiamento sociale e culturale duraturo.
«Una comunità non può limitarsi al dolore e all’indignazione quando una tragedia si è già consumata», osserva il sindaco Flavio Stasi. «La repressione dei reati, la protezione delle vittime e la capacità di intervenire nelle situazioni di rischio sono indispensabili, ma da sole non bastano». Per il primo cittadino occorre insegnare soprattutto ai più giovani a riconoscere ciò che amore non è: «Il controllo non è amore, il possesso non è amore, la prevaricazione non è amore».
Anche la Regione Calabria annuncia un rafforzamento degli interventi preventivi. L’assessora regionale alle Pari opportunità e al Welfare, Pasqualina Straface, definisce l’attuale scia di femminicidi una «carneficina» che sta devastando l’Italia e ferendo profondamente la Calabria.
Secondo i dati richiamati dall’assessora, nell’ultimo anno sono state oltre 1.300 le chiamate arrivate dalla Calabria al numero nazionale 1522, provenienti per più del 90% da donne, spesso madri, sottoposte a ricatti psicologici o economici.
«Cambia l’arma, ma non cambia la radice, che risiede nella pretesa di possesso e nell’incapacità di accettare la libertà femminile», sostiene Straface. Per l’assessora non è sufficiente intervenire dopo le tragedie o affidarsi esclusivamente all’inasprimento delle pene: servono prevenzione primaria, educazione all’affettività e una formazione adeguata per Forze dell’Ordine, magistrati, operatori sanitari e personale scolastico, affinché denunce e segnali di pericolo non vengano sottovalutati.
La Regione ricorda di avere approvato un Piano triennale da oltre 8 milioni di euro per rafforzare i 13 Centri antiviolenza e le 11 Case rifugio presenti in Calabria. A questo si aggiungono circa 3,5 milioni di euro per il bando “Donne Libere”, destinato a tirocini, borse di studio e sostegno abitativo, con l’obiettivo di favorire l’autonomia economica delle vittime.
Tra le misure citate figura inoltre il progetto “Oltre”, finanziato con più di 250 mila euro e rivolto alle donne con disabilità. La Regione ha anche stabilito di costituirsi parte civile nei processi per femminicidio.
Sul fronte educativo, dopo la pausa estiva dovrebbe partire nelle scuole calabresi un nuovo progetto da oltre 250 mila euro, dedicato alla promozione della cultura del rispetto e alla prevenzione della violenza di genere tra le giovani generazioni.
Le iniziative del Comune e della Regione convergono così sulla necessità di una risposta coordinata e strutturale. La riunione del 26 agosto dovrà individuare le esigenze più urgenti del territorio, rafforzare il collegamento tra i soggetti della rete e definire azioni di sensibilizzazione e formazione adatte alle diverse età.
Il messaggio condiviso è che la risposta istituzionale non possa esaurirsi nell’emergenza: proteggere le vittime resta indispensabile, ma occorre agire prima che la violenza si manifesti, costruendo nelle scuole, nelle famiglie e nell’intera comunità una cultura fondata sulla libertà, sulla parità e sul rispetto.