Irrigazione e PNRR, Schierarsi chiede chiarezza sui progetti. Il Consorzio replica: «14 interventi completati al 100%»
L’associazione torna sulle criticità della Sibaritide e chiede conto dei vecchi progetti dello Jonio Cosentino. L’Ente risponde: turni a 9-10 giorni, Destra Crati fuori dai 14 interventi PNRR e lavori regionali ancora in corso
CORIGLIANO-ROSSANO – La crisi irrigua della Sibaritide riapre anche il capitolo dei grandi investimenti sulle infrastrutture idriche. A sollevare il tema è Schierarsi – Piazza di Villapiana, che raccoglie le nuove proteste provenienti soprattutto dagli agricoltori di Corigliano-Rossano e torna a chiedere al Consorzio di Bonifica della Calabria che fine abbiano fatto i progetti inseriti negli anni scorsi nella programmazione PNRR. A stretto giro arriva però la replica dell’Ente, che distingue nettamente le due questioni: «I 14 progetti PNRR in capo al Consorzio sono stati realizzati al 100%. Nessuno di questi riguarda il Destra Crati».
Due posizioni che, messe una accanto all’altra, consentono almeno di fare un po’ d’ordine dentro una vicenda che nelle ultime settimane ha intrecciato turnazioni, pressione dell’acqua, pompe guaste, condotte deteriorate e investimenti strutturali.
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Schierarsi: «Che fine hanno fatto quei progetti?»
L’associazione parte dalla situazione degli agrumeti della Sibaritide, dove caldo e necessità irrigue stanno mettendo sotto pressione soprattutto le coltivazioni di clementine.
Schierarsi riferisce anche di segnalazioni relative alla qualità dell’acqua, descritta da alcuni agricoltori come sporca e carica di sabbia, con conseguenti problemi agli impianti irrigui.
Da qui il ritorno su una questione già sollevata in passato insieme a Rosa Silvana Abate, già componente della Commissione Agricoltura del Senato: i progetti presentati dagli undici vecchi Consorzi di bonifica calabresi e dichiarati ammissibili dal Ministero nell’ambito degli investimenti PNRR per la resilienza del sistema irriguo.
Per l’ex Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino, con sede a Trebisacce, Schierarsi richiama in particolare nove progetti per un valore complessivo indicato in circa 160 milioni di euro.
Le domande rivolte all’Ente sono tre: se quei progetti siano stati integralmente finanziati, se i relativi lavori siano stati avviati entro le scadenze previste e quale sia oggi il loro stato di avanzamento.
L’associazione chiede inoltre un confronto pubblico, sostenendo che le criticità del servizio irriguo non possano essere affrontate ogni estate come una nuova emergenza.
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Il Consorzio: «Sui nostri 14 PNRR obiettivi raggiunti»
La risposta del Consorzio di Bonifica della Calabria arriva però con una precisazione molto netta. «Dei 14 progetti PNRR in capo all’Ente oggi sono stati realizzati al 100%. Questo è un risultato del Consorzio di Bonifica della Calabria nel suo complesso: 100% di realizzazione dei lavori, 100% di target raggiunti».
Ma l’Ente aggiunge un elemento decisivo: nessuno dei 14 interventi riguarda il potenziamento o l’efficientamento del Destra Crati, cioè proprio il sistema al centro delle difficoltà registrate nell’area rossanese.
Su quel comparto, precisa il Consorzio, sono invece in corso di ultimazione progetti seguiti direttamente dalla Regione Calabria come soggetto attuatore, sui quali proseguirebbero monitoraggi e verifiche.
Questa distinzione lascia però aperto un punto: nella nota il Consorzio non entra nel dettaglio dei nove progetti dell’ex ente dello Jonio Cosentino richiamati da Schierarsi, ma fornisce il dato generale dei 14 interventi PNRR oggi in capo al Consorzio unico.
Sui turni lo scontro continua
Il Consorzio interviene poi anche sulle condizioni attuali del servizio e smentisce in maniera categorica turnazioni dilatate fino a 20 giorni.
Secondo l’Ente, il ciclo reale è oggi attestato su 9-10 giorni, anche nelle zone storicamente più svantaggiate, dato che sarebbe documentato dai registri interni e confermato da numerosi agricoltori.
Quanto alle difficoltà registrate a fine luglio, il Consorzio ribadisce la ricostruzione già fornita nelle scorse settimane: due pompe da oltre 300 kW si sono improvvisamente guastate, determinando una flessione della pressione verso il comparto rossanese.
A questa criticità si è aggiunto il cedimento della condotta di Insiti lungo la SP195, infrastruttura che lo stesso Ente definisce segnata dalla «vetustà» e dal «forte deterioramento strutturale».
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Pompa da 200 litri al secondo e condotta riparata
Per superare l’emergenza è stata installata una elettropompa aggiuntiva da oltre 200 litri al secondo, destinata a servire più di cento ettari e a riportare stabilità pressoria nella zona.
Sul guasto di Insiti, invece, il Consorzio ricorda di aver prima mantenuto la perdita sotto controllo per evitare un’ulteriore interruzione dei turni e di aver poi completato la riparazione definitiva della condotta e il ripristino dello scavo.
È lo stesso intervento che era stato annunciato dai vertici consortili nell’intervista concessa a L’Eco dello Jonio. Il commissario Giacomo Giovinazzo aveva ammesso che, dopo le prime proteste, sulla zona c’era stata una «sottovalutazione», mentre il dirigente Antonio Rotella, parlando proprio della SP195, aveva fotografato senza troppi giri di parole le condizioni della tubazione: «Il tubo è marcio, la cravatta non tiene».
L’intervento era stato programmato per il 18 agosto ed è stato eseguito nei tempi annunciati.
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Ora il punto vero sono le opere strutturali
È qui, però, che le due posizioni finiscono quasi per incontrarsi. Schierarsi chiede di sapere quali opere siano state finanziate, realizzate e con quali risultati. Il Consorzio risponde rivendicando il completamento dei propri 14 progetti PNRR e chiarendo che il Destra Crati segue invece un altro percorso, con la Regione come soggetto attuatore.
A questo punto il passaggio utile sarebbe rendere leggibile l’intero quadro: quali siano i 14 progetti completati dal Consorzio, quali i nove richiamati da Schierarsi, quali interventi siano invece in capo alla Regione e soprattutto quali opere riguardino direttamente una rete che ancora oggi mostra problemi di vetustà, pressione e continuità del servizio.