A Fabbrica non bastano due new jersey: la spiaggia resta ostaggio degli incivili
Tra Fossa e Capo Trionto continuano fuoristrada sulla sabbia e comportamenti da terra di nessuno. Domenica l’ultima scena surreale: cane fa i bisogni sul bagnasciuga, il proprietario li copre con una pietra e se ne va
CORIGLIANO-ROSSANO – Il cane, poveretto, ha fatto soltanto il cane. L’incivile, in quella storia, camminava su due gambe. È domenica scorsa. Spiaggia di Fabbrica, nel lungo tratto di costa compreso tra Fossa e Capo Trionto. Ombrelloni, asciugamani, sedie, bambini che giocano sul bagnasciuga. Un uomo passeggia tranquillamente insieme al suo cane, un animale di taglia medio-piccola.
Nulla di strano. Anzi.
A un certo punto il cane si ferma e fa i propri bisogni. Proprio sul bagnasciuga, in quella striscia di sabbia continuamente attraversata dai bagnanti e sulla quale i bambini passano buona parte della giornata con secchiello e paletta.
Capita. Il problema, infatti, non è il cane. Il proprietario vede quello che è successo, si china e compie un gesto che, per qualche secondo, sembra persino quello giusto. Solo che non raccoglie nulla. Prende una pietra, la appoggia sugli escrementi, li copre e riprende tranquillamente la passeggiata.
Così. D’amblè. Come se quella spiaggia fosse casa di nessuno.
I new jersey hanno fermato lo “svuota cantine”. Non l’inciviltà
La scena sarebbe soltanto grottesca se non fosse la fotografia perfetta di quello che, puntualmente, durante l’estate accade in alcuni tratti dei più di 30 chilometri di costa di Corigliano-Rossano.
E sia chiaro: pretendere un controllo continuo sull’intero litorale sarebbe semplicemente irrealistico. La costa è enorme e uomini e mezzi sono quelli che sono.
Ma esistono zone le cui criticità sono conosciute da anni. Fabbrica è una di queste.
Proprio qui, recentemente, il Comune ha piazzato due new jersey di cemento per interrompere una strada battuta che cammina praticamente a ridosso della spiaggia. Una scelta tutt’altro che inutile: quel fine strada era diventato nel tempo uno dei luoghi preferiti da chi aveva mobili, ingombranti e vecchie masserizie da far sparire.
Il classico “svuota cantine” con vista mare. Anzi, dentro al mare! Da quando sono arrivati i blocchi di cemento, però, almeno quella malsana consuetudine sembra essersi fortemente ridimensionata.
Bene.
Ma due new jersey riescono a fermare un’automobile. Non possono fermare l’inciviltà.
Fuoristrada sulla spiaggia. E le ruote arrivano fino all’acqua
Perché basta trascorrere qualche ora da quelle parti per vedere anche altro. Soprattutto nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, non è raro osservare fuoristrada e altri mezzi entrare sulla spiaggia, attraversare la sabbia e spingersi sempre più avanti.
Gomme, marce e frizioni consumate fino ad arrivare, in alcuni casi, con i copertoni praticamente sul bagnasciuga. Come se fosse normale. Come se poter arrivare fisicamente con un mezzo in un luogo significasse automaticamente avere il diritto di farlo.
È quella stessa logica che domenica ha permesso a qualcuno di guardare gli escrementi del proprio cane, prendere un sasso, coprirli e andarsene. Il problema non è la mancanza di un cestino. Il problema è pensare che, se il cestino non c’è, il proprio rifiuto possa diventare un problema degli altri.
“Spiagge Sicure” sta funzionando. Ma ora servono controlli sugli incivili
In questi giorni la Capitaneria di Porto, con il supporto delle Polizie locali, sta conducendo lungo il litorale ionico l’operazione di controllo sulle spiagge che ha portato anche alla rimozione di numerosi ombrelloni e attrezzature lasciati abusivamente sull’arenile, da Rocca Imperiale fino a Cariati.
E hanno fatto bene. Perché una spiaggia libera non può trasformarsi nella proprietà privata stagionale di chi pianta l’ombrellone a giugno e pretende di ritrovarlo lì fino a settembre.
Ma proprio quell’azione dimostra che il controllo, quando c’è, produce effetti immediati.
E allora, nelle zone notoriamente più problematiche, servirebbe uno sforzo ulteriore. Non pattuglie dietro ogni ombrellone, perché sarebbe impossibile e persino ridicolo pretenderlo. Ma passaggi mirati, controlli nei giorni e negli orari più critici e, soprattutto, sanzioni vere.
Per chi entra con l’auto dove non dovrebbe. Per chi abbandona rifiuti. Per chi considera il demanio una proprietà personale. Per chi pensa che basti una pietra per far sparire la propria maleducazione.
Ovviamente non si vuole trasformare Fabbrica in una spiaggia militarizzata. Ci mancherebbe! È esattamente il contrario: fare in modo che resti una spiaggia libera senza diventare una zona franca.
Il Comune ha messo due blocchi di cemento e qualcosa è cambiato. Adesso, però, bisogna fare il passo successivo. Perché l’inciviltà ha una caratteristica fastidiosa: occupa immediatamente ogni spazio lasciato libero dalle regole. E domenica, sul bagnasciuga di Fabbrica, per nasconderla quella pietra non è bastata.