Mandatoriccio, fanghi fuori dal depuratore. Legambiente: «Intervenire subito»
Il Circolo Nicà segnala un presunto malfunzionamento dell’impianto a monte della marina e giudica insufficiente il contenimento realizzato all’esterno. Dalla Regione assicurato un intervento straordinario
MANDATORICCIO - Materiale fangoso fuori dall’impianto e opere di contenimento considerate insufficienti a impedirne la dispersione nell’ambiente. È quanto denuncia il Circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli dopo un sopralluogo effettuato il 25 agosto al depuratore situato a monte di Mandatoriccio Mare.
L’ispezione è stata organizzata in seguito alle segnalazioni ricevute dall’associazione. Secondo il presidente del circolo, Nicola Abruzzese, quanto osservato indicherebbe «un evidente malfunzionamento» della struttura.
All’esterno del depuratore sarebbero stati eseguiti alcuni lavori per contenere il materiale fuoriuscito, attraverso un percorso definito dall’associazione come una sorta di “serpentina”. Una soluzione che, secondo Legambiente, non sarebbe sufficiente a evitare ulteriori dispersioni.
Si tratta, al momento, delle valutazioni formulate durante un sopralluogo associativo. Per stabilire la natura del materiale, le cause della fuoriuscita, l’efficienza dell’impianto e l’eventuale impatto ambientale saranno necessari accertamenti condotti dagli enti tecnici competenti.
Il Circolo Nicà propone di valutare vasche di sedimentazione o decantazione, capaci di separare per gravità i solidi sospesi dalla componente liquida e offrire un contenimento nelle situazioni di emergenza. L’effettiva applicabilità di questa ipotesi dovrà però essere verificata da progettisti, gestori e autorità ambientali: caratteristiche, dimensionamento e autorizzazioni non possono essere definiti sulla base della sola osservazione esterna.
«Nei prossimi giorni segnaleremo formalmente la problematica agli organi competenti - annuncia Abruzzese -, evidenziando le criticità riscontrate e proponendo possibili soluzioni per garantire il corretto funzionamento degli impianti e la tutela del mare».
L’associazione riferisce di essere in contatto con l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, dal quale sarebbe arrivata la rassicurazione di un intervento straordinario degli uffici regionali. Non sono stati ancora indicati tempi, modalità e soggetti incaricati delle verifiche.
La preoccupazione è che ulteriori fuoriuscite possano raggiungere il reticolo idrico e, da qui, il mare. Allo stato attuale, tuttavia, non sono stati diffusi risultati analitici che dimostrino lo sversamento di reflui non trattati nelle acque marine o il superamento dei limiti di balneazione.
Non risulta accertato neppure alcun collegamento con i recenti casi di gastroenterite registrati tra minori soggiornanti a Mandatoriccio. L’Asp ha orientato la prima ipotesi verso una possibile origine virale, mantenendo aperti esami e controlli epidemiologici e ambientali.
Lo stesso Montuoro, intervenendo recentemente su altri fenomeni osservati lungo le coste calabresi, ha ricordato che segnalazioni e anomalie visibili devono essere verificate attraverso sopralluoghi, campionamenti e analisi di laboratorio.
Il sopralluogo di Legambiente apre dunque ad un altro allarme che adesso richiede risposte tecniche rapide e pubbliche. Occorre verificare l’impianto, bloccare eventuali dispersioni e rendere noti gli esiti.