Torrenti, «l’allarme riguarda anche Corigliano»: cinque corsi d’acqua finiscono nella segnalazione
Il consigliere Antonio Uva integra la richiesta inviata agli enti: attenzione a Missionante, Canneto, Coriglianeto, Gennarito e Leccalardo. «La ricognizione deve coprire l’intera città»
CORIGLIANO-ROSSANO - Non soltanto i torrenti dell’area urbana di Rossano. La richiesta di controlli su fossi, canaloni e sistemi di deflusso delle acque riguarda l’intero territorio di Corigliano-Rossano, compresi i corsi d’acqua che attraversano l’area urbana di Corigliano.
A precisarlo è il consigliere comunale e provinciale Antonio Uva, dopo che la segnalazione diffusa nelle scorse ore era stata interpretata come riferita esclusivamente al territorio rossanese.
La richiesta originaria, chiarisce Uva, sollecitava una ricognizione generale senza limitare l’attenzione ai torrenti indicati espressamente, tra i quali l’Inferno, il Frascone, il Pantano e il Citrea.
Per eliminare ogni equivoco è stata ora trasmessa agli enti competenti una nota integrativa. Nel documento vengono indicati anche il Torrente Missionante, con particolare attenzione al tratto vicino all’area portuale, il Canale Canneto, il Torrente Coriglianeto, il Gennarito e il Leccalardo, oltre agli altri fossi e canaloni presenti nell’area urbana.
L’integrazione non modifica il contenuto della prima segnalazione, ma ne definisce con maggiore precisione l’estensione territoriale. L’obiettivo resta verificare la presenza di vegetazione, materiale accumulato o eventuali ostacoli capaci di compromettere il regolare deflusso delle acque.
Agli enti viene chiesto di organizzare sopralluoghi coordinati, individuare per ogni tratto il soggetto responsabile della manutenzione e programmare, dove le verifiche tecniche ne dimostrino la necessità, interventi di pulizia e messa in sicurezza.
La precisazione allarga dunque formalmente la mappa dei corsi d’acqua da controllare e ribadisce un principio: in una città vasta e attraversata da numerosi torrenti, la prevenzione non può fermarsi ai confini delle vecchie aree urbane. L’acqua non conosce divisioni amministrative; neppure la manutenzione dovrebbe conoscerle.