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Maxirissa a Schiavonea, sangue in strada e paura tra i residenti: riemerge l’ombra del ghetto invisibile dei braccianti

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CORIGLIANO-ROSSANO - Le urla nella notte, poi il fuggi fuggi generale e le tracce di sangue rimaste sull’asfalto. È tornata la paura a Schiavonea, dove nella tarda serata di ieri una violenta rissa tra cittadini stranieri ha scosso la tranquillità di via Venezia, una delle arterie centrali della Marina di Corigliano-Rossano.

A lanciare l’allarme sono stati alcuni residenti, svegliati dal frastuono proveniente dalla strada. In pochi minuti la situazione sarebbe degenerata in un violento scontro che ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine, giunte sul posto per riportare la calma e avviare gli accertamenti.

Quando le pattuglie sono arrivate in via Venezia, però, dei protagonisti della rissa non vi sarebbe stata più traccia. Sul posto sarebbero rimaste soltanto evidenti macchie di sangue e il forte stato di agitazione di chi aveva assistito alla scena.

Le cause che hanno innescato lo scontro sono ancora in fase di ricostruzione e al momento non risultano conferme ufficiali sulla dinamica dei fatti né sull'eventuale presenza di feriti. Saranno le indagini delle forze dell'ordine a chiarire responsabilità e contesto dell'accaduto.

L'episodio riporta però al centro dell'attenzione una questione che il territorio conosce bene. Schiavonea non è nuova a episodi di tensione e violenza che coinvolgono gruppi di lavoratori stranieri presenti nella Piana di Sibari, soprattutto nei periodi di maggiore attività agricola.

Negli anni, tra il borgo marinaro e alcune aree periferiche della città, si sono registrati diversi episodi analoghi: risse, aggressioni e scontri spesso maturati in contesti di forte disagio sociale e abitativo.

Dietro la cronaca, infatti, si intravede una realtà più complessa che riguarda migliaia di lavoratori stagionali impiegati nelle campagne della Sibaritide. Molti di loro vivono in condizioni precarie, tra alloggi di fortuna, immobili abbandonati o sistemazioni sovraffollate, in un contesto dove il fenomeno del caporalato continua a rappresentare una delle emergenze sociali più difficili da sradicare.

La Piana di Sibari resta uno dei principali poli agricoli del Mezzogiorno e richiama ogni anno manodopera proveniente da diversi Paesi. Un sistema produttivo fondamentale per l'economia locale che, tuttavia, continua a fare i conti con sacche di sfruttamento, marginalità e fragilità sociale che finiscono spesso per riflettersi anche sulla sicurezza urbana.

La maxirissa di via Venezia si inserisce proprio in questo quadro. Un episodio che non può essere letto esclusivamente come un problema di ordine pubblico, ma che richiama l'attenzione sulla necessità di affrontare in modo strutturale le condizioni di vita e di lavoro di una parte significativa della popolazione presente sul territorio.

Perché dietro ogni notte di violenza c'è quasi sempre una questione irrisolta che va ben oltre la cronaca. E nella Piana di Sibari quella questione continua a chiamarsi lavoro, integrazione e legalità.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.