Longobucco, intimidazione contro la consigliera Lara Grillo: «Non sono ricattabile»
Ignoti avrebbero provato ad appiccare il fuoco nei pressi dell’azienda agricola e zootecnica della consigliera comunale di opposizione. Trovate bottiglie con liquido infiammabile. Il caso si aggiunge alla mappa degli amministratori sotto tiro nella Calabria del nord-est
LONGOBUCCO – Ancora un amministratore sotto tiro. Ancora un atto intimidatorio che colpisce, o prova a colpire, una figura istituzionale di un piccolo comune della Calabria del nord-est. Nella notte tra lunedì e martedì scorsi, ignoti avrebbero tentato di innescare un incendio nei pressi del cancello d’ingresso dell’azienda agricola e zootecnica di proprietà di Lara Grillo, consigliera comunale di opposizione a Longobucco.
Il fatto è avvenuto in località Frazione Manco, presso l’azienda agricola Grillo. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il marito della consigliera, giunto sul posto di primo mattino. Davanti al cancello e nell’area verde vicina al recinto dell’azienda avrebbe trovato alcune bottiglie di plastica, di quelle comunemente usate per contenere acqua, ancora piene di liquido infiammabile. Parte della vegetazione in prossimità del perimetro aziendale risultava bruciata.

Il fuoco, fortunatamente, è rimasto contenuto. A evitare conseguenze più gravi avrebbe contribuito anche la pulizia dell’area attorno all’immobile. Un dettaglio non secondario, perché nell’azienda sono custodite migliaia di rotoballe di fieno e sono ricoverate diverse decine di capi di bestiame. Se le fiamme si fossero propagate, il bilancio avrebbe potuto essere molto più pesante.
Resta da capire la matrice del gesto. Solo un avvertimento? Un’intimidazione riuscita male? Un atto legato all’attività politica, al ruolo sociale o alla sfera personale della consigliera? Saranno gli accertamenti a chiarire contesto, responsabilità e movente.
Lara Grillo è consigliera comunale di opposizione da circa 15 anni nel Comune di Longobucco. Oltre all’attività di imprenditrice agricola, è anche rappresentante di patronato. Una figura conosciuta, esposta, impegnata stabilmente nella vita sociale e amministrativa del territorio. Dopo l’accaduto, la consigliera ha sporto regolare denuncia presso la locale stazione dei Carabinieri.
La sua reazione è netta. «Nella vita ho sempre camminato a testa alta – dichiara Grillo – non sarà sicuramente un atto intimidatorio così vile a farmela abbassare e a distogliermi da quelli che sono i miei principi di correttezza e lealtà».
La consigliera non nasconde però la preoccupazione per la propria famiglia. «La preoccupazione primaria sono i miei tre figli, adolescenti, che si trovano a dover vivere preoccupazioni e paure che a questa età non è semplice capire». Poi il passaggio più forte: «Continuerò ad avere fiducia nella giustizia come ho sempre fatto, senza mai affossare i miei valori di vita. Non sono ricattabile».
Il caso di Longobucco arriva in un momento in cui il tema degli amministratori locali minacciati è tornato al centro dell’attenzione anche nella provincia di Cosenza. Il rapporto 2025 di Avviso Pubblico (leggi qui la notizia) ha censito 10 atti intimidatori nel Cosentino, distribuiti in 9 comuni. Tra questi figurano anche diversi centri della Calabria del nord-est: Cariati, Corigliano-Rossano, Crosia, San Lorenzo del Vallo e Villapiana.
Con l’episodio di Longobucco, pur riferito al 2026 e quindi non compreso in quella fotografia statistica, la mappa territoriale degli amministratori sotto tiro si allarga ulteriormente. E conferma una tendenza preoccupante: non sono soltanto le grandi città o i comuni storicamente associati alla cronaca criminale a finire dentro la pressione delle intimidazioni. Sempre più spesso sono i piccoli centri, le comunità interne, i municipi di prossimità, dove chi amministra è esposto ogni giorno, senza filtri, dentro rapporti sociali ravvicinati e talvolta conflittuali.
Il rapporto di Avviso Pubblico segnala proprio questo: i piccoli comuni restano tra i contesti più vulnerabili. Nel 2025, più della metà dei casi censiti a livello nazionale si è verificata in comuni sotto i 20mila abitanti. Luoghi dove il sindaco, l’assessore, il consigliere comunale o il dipendente pubblico non sono figure lontane, ma presenze quotidiane. Li si incontra in piazza, negli uffici, nelle campagne, davanti a un cantiere, in una pratica amministrativa, in una vertenza personale o sociale.
Longobucco, da questo punto di vista, racconta bene la fragilità di chi vive e amministra l’entroterra. Un territorio vasto, complesso, segnato da isolamento, difficoltà infrastrutturali, economie locali resistenti e comunità dove il ruolo pubblico si intreccia inevitabilmente con la vita privata.
Il tentato incendio all’azienda di Lara Grillo non può essere ancora incasellato in una matrice definitiva. Ma il fatto stesso che una consigliera comunale si trovi davanti a bottiglie con liquido infiammabile e a un principio di rogo nei pressi della propria attività agricola impone attenzione.