Altro episodio di violenza nel carcere di Corigliano-Rossano, detenuto aggredisce un agente
L’episodio questa mattina nel reparto di Alta Sicurezza. Il poliziotto penitenziario è stato accompagnato in ospedale: lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Il Sappe denuncia: «Situazione ormai insostenibile, servono interventi urgenti»
CORIGLIANO-ROSSANO – Nuova aggressione nel carcere di Rossano, dove questa mattina un detenuto del reparto di Alta Sicurezza, con problemi psichiatrici e già più volte protagonista di disordini e aggressioni al personale di Polizia penitenziaria, avrebbe colpito ripetutamente un agente in servizio.
A denunciare l’accaduto sono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato autonomo di Polizia penitenziaria.
Secondo quanto riferito dal Sappe, il detenuto avrebbe prima inveito contro il poliziotto penitenziario e poi lo avrebbe aggredito con violenza. Solo il pronto intervento dei colleghi presenti avrebbe evitato conseguenze peggiori.
Gli agenti sono riusciti a mettere in sicurezza il detenuto e a consentire al poliziotto aggredito di uscire dal reparto. L’uomo è stato poi accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dove i sanitari gli hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni.
Per il sindacato, l’episodio conferma le criticità ormai ricorrenti all’interno dell’istituto penitenziario rossanese, soprattutto nella gestione di detenuti con problematiche psichiatriche.
«Purtroppo – affermano Durante e Ciccone – ci viene riferito che l’istituto rossanese continua ad essere sprovvisto di un vertice in pianta stabile, la cui presenza quotidiana risulta indispensabile per il buon andamento della struttura e per la difficile gestione di questi detenuti che pongono in serio pericolo l’ordine e la sicurezza dell’istituto».
Il Sappe denuncia inoltre che, nonostante la presenza di patologie anche gravi, diversi detenuti verrebbero comunque trasferiti nel carcere di Rossano, dove, secondo il sindacato, non è presente un’articolazione territoriale di salute mentale adeguata alla gestione di questi casi.
Al momento, aggiungono i rappresentanti sindacali, nell’istituto non sarebbe presente nemmeno lo specialista psichiatra, figura ritenuta imprescindibile per affrontare situazioni così delicate.
L’aggressione di questa mattina riaccende quindi l’allarme sulle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria e sulla necessità di garantire presidi sanitari, figure specialistiche e una direzione stabile in un istituto che continua a registrare tensioni, disordini e criticità operative.