Festival dei due Mondi di Spoleto, assolti Oliverio e Aiello
L'ex governatore della Calabria e l'ex deputato erano finiti nel mirino della Procura di Catanzaro per la partecipazione alla kermesse umbra costata 80mila euro. L'avvocato Belvedere ha smontato l'intero impianto accusatorio

CATANZARO - La corte d'Appello di Catanzaro ha ribadito l'assoluzione, a suo tempo statuita dal Tribunale di Catanzaro, per l'ipotesi di reato di concorso in peculato per l'ex deputato Ferdinando Aiello e l'ex governatore della Calabria, Mario Oliverio: il primo quale istigatore e l'altro quale esecutore materiale della condotta, in relazione alla partecipazione della Regione Calabria al Festival dei due Mondi di Spoleto.
La Procura della Repubblica di Catanzaro aveva impugnato la Sentenza assolutoria, con atto di oltre 20 pagine, ribattendo punto per punto le motivazioni, ritenendole incongrue, inadeguate, errate in punto di fatto e di diritto. L'avvocato Enzo Belvedere, difensore di entrambi gli imputati, ha però evidenziato come fosse appropriata la parca spesa effettuata per la promozione della Regione Calabria; «che non vi fosse - si legge nelle motivazioni difensive che hanno trovato pieno accogliemnto - nessuno spreco nel fatto che l'intervista del giornalista Paolo Mieli al Presidente della Regione Calabria vertesse più sulla storia personale di un gigante della politica (nel senso aristotelico del termine) calabrese e nazionale, piuttosto che sulle bellezze tout court della nostra Regione. Che vi fosse, appunto, una necessaria ricognizione di chi deve reggere le sorti di una Regione e della sua storia politica di lungo e prestigioso corso. Che questa guida, pertanto, garantisse qualità, esperienza e richiamasse turismo ed investimenti molto più che una inesperta, magari di un candidato imprestato dalle professioni o dal mondo dell'imprenditoria, ma senza storia politica alle spalle. Che il resto della manifestazione, con stand della nostra Regione, cuochi che ne magnificavano le peculiarità culinarie, cultura, di cui siamo impregnati, ha avuto un effetto mediatico tale da avere un implemento turistico l'anno successivo notevolissimo».
«Si sono messe a confronto le 80.000 euro spese in maniera più che appropriata - sottolinea l'avvocato Belvedere - per un evento di portata internazionale, quale quello del Festival di Spoleto, con il milione di euro impiegato (quando Oliverio non era più Presidente) per una iniziativa effimera della cui memoria se ne son perse le tracce! Si è evidenziato, ancora, che la partecipazione al Festival dell'onorevole Ferdinando Aiello era stata prevista perché unico membro, all'epoca dei fatti, del Consiglio d'Europa e membro dell'Osce, organismo operativo di primissimo piano in ambito del medesimo Consiglio. Insomma, la Corte ha ribadito la piena legittimità dell'operato del Presidente Oliverio e dell'On. Aiello, lasciando la Procura per la seconda volta (solo in questo processo, ma per la sesta volta, se si menzionano gli altri imbastiti al Presidente di Regione) senza un briciolo di riscontro ad imputazioni molto "improbabili"».