5 ore fa:Castrovillari, turismo esperienziale e ricettività diffusa: dibattito pubblico promosso da Civicamente
2 ore fa:Cariati, ospedale Vittorio Cosentino: da giugno aprono Medicina e Pronto Soccorso
4 ore fa:Malattie rare e musica, da Saracena a Torino: il messaggio di speranza di Laura Scrivo
5 ore fa:Triplice fischio: tutto sul calcio da Corigliano-Rossano e dalla Sibaritide-Pollino
3 ore fa:Pietro Tangari riceve un nuovo prestigioso riconoscimento per i 30 anni di attività
4 ore fa:Cariati, al Civico Museo del Mare presentazione del libro su Fabrizio Ruffo: al via “Libri al Museo”
6 ore fa:Statale 106, prima auto nella nuova galleria di Roseto: è storia
57 minuti fa:Dopo il fango, non sparite
3 ore fa:Stretta della Polizia di Stato: tre arresti e 19 denunce in diverse operazioni sul territorio
27 minuti fa:A Castrovillari un finanziamento regionale per contrastare disagio abitativo e caporalato

Collaboratore di Giustizia condannato anche dalla Corte d'Appello

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - La Corte d’Appello di Catanzaro, in totale accoglimento delle richieste dell’avvocato Francesco Nicoletti, procuratore speciale della ex moglie, parte civile costituita, di un collaboratore di giustizia, sessantenne rossanese, ha confermato la sentenza di condanna inflitta a quest’ultimo in primo grado dal Tribunale di Castrovillari in composizione collegiale. 

L’uomo era imputato di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla recidiva poiché, con reiterati atti di vessazione e di violenza sia fisica sia psicologica, maltrattava e offendeva la convivente accusandola di avere relazioni con altri uomini. In una occasione l’avrebbe inoltre minacciata di morte con un coltello, ripetendo le minacce anche dinanzi ai carabinieri intervenuti nell’immediatezza del fatto. 

Nel corso del processo di primo grado, la donna durante la propria escussione aveva illustrato le condotte violente e aggressive tenute da parte dell’ex marito. In particolare, la vittima aveva riferito che l’imputato si era allontanato dalla casa coniugale essendo divenuto collaboratore di giustizia senza più dare notizie di sé per circa tredici anni, durante i quali la donna aveva chiesto ed ottenuto una sentenza di divorzio. Nell’anno 2019 l’uomo si era rifatto vivo con richiesta di rientrare nell’abitazione familiare, richiesta che veniva accolta dalla parte offesa al solo fine di recuperare il rapporto dell’uomo con i figli, soprattutto con il figlio minorenne che maggiormente aveva sofferto l’assenza del padre, e con l’espresso accordo che la disponibilità al rientro in casa era solo per tale motivazione e null’altro. Dopo una prima settimana di convivenza senza problemi, l’imputato avrebbe iniziato ad insultare l’ex moglie per poi passare alle violenze e alle aggressioni fisiche. In una occasione, mentre si trovavano a casa di un parente, l’uomo l’avrebbe  colpita con schiaffi e pugni alla presenza di altre persone. Anche il figlio della coppia, escusso nel corso del processo, aveva confermato gli episodi riferiti dalla madre dichiarando, inoltre, di aver notato dei lividi sul corpo della donna e che la stessa aveva paura dell’ex marito. 

All’esito dell’istruttoria dibattimentale il Tribunale di Castrovillari in composizione collegiale aveva ritenuto l’imputato colpevole del reato di maltrattamenti e gli aveva inferto una condanna alla pena di anni due di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, in favore della costituita parte civile. Sentenza che l’imputato aveva poi impugnato attraverso il proprio difensore.

Si è giunti quindi al processo di secondo grado dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro che, all’esito della camera di consiglio, in totale accoglimento delle richieste del Procuratore Generale e dell’avvocato Francesco Nicoletti, ha confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Castrovillari con condanna dell’imputato al pagamento delle ulteriori spese processuali.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.