3 ore fa:Plataci inaugura la Biblioteca “Antonio Gramsci”: una nuova casa della memoria e del dialogo tra i popoli
3 ore fa:Ospedale della Sibaritide, Stasi attacca: «Due depuratori e nemmeno un ospedale»
58 minuti fa:Castrovillari, De Gaio: «Il titolo a Bisignani premia eccellenza e attaccamento al territorio»
5 ore fa:Giro Next Gen, la Provincia mette in sicurezza 50 chilometri di strade tra Sibaritide e Pollino
2 ore fa:Canale degli Stombi, la minoranza di Cassano: «Bene i progressi, ma i ritardi sono inaccettabili»
1 ora fa:Slow Food Magna Graecia-Pollino porta a Tropea l’anteprima di Terra Madre 2026
2 ore fa:Porto di Co-Ro, la sfida delle Autostrade del Mare: «Può diventare il motore dello sviluppo della Calabria jonica»
1 ora fa:Pronto Soccorso a Cariati, via libera alla trasformazione del Punto di Primo Intervento
28 minuti fa:Pronto Soccorso di Cariati, Le Lampare e Nursind: «Senza personale resta solo un titolo sulla carta»
4 ore fa:Cassano, l’opposizione attacca: «Sugli affidamenti si torna a metodi del passato»

Concluse le indagini sull’incendio a Calabra Maceri: c’erano più rifiuti di quanti autorizzati

1 minuti di lettura

COSENZA - Pericolo di inquinamento ambientale derivante dall’emissione in atmosfera di sostanze inquinanti e attività di gestione rifiuti in violazione alle prescrizioni imposte sono i reati contestati all’Amministratore Unico di Calabra Maceri e Servizi S.p.a dalla Procura della Repubblica di Cosenza.

All’Amministratore dell’azienda è stato notificato nella giornata di ieri l’avviso di conclusione delle indagini effettuate dal Nipaaf, Nucleo Investigativo Ambientale del Gruppo Carabinieri Forestale e dai militari della Stazione Forestale di Cosenza in merito all’incendio divampato in alcuni capannoni nell’impianto di stoccaggio di contrada Lecco nel comune di Rende la notte del 21 maggio del 2021.

Il rogo di vaste dimensioni, lo ricordiamo, è divampato poco prima della mezzanotte in un capannone adibito allo stoccaggio e recupero rifiuti ingombranti e multimateriale e si è propagato poi ad un altro interessando una superficie complessiva di migliaia di metri quadrati.

L’incendio ha sprigionato una densa nube nera maleodorante che si è diffusa nell’atmosfera per una altezza di centinaia di metri e visibile a chilometri di distanza. Per domare le fiamme in quella occasione i Vigili del Fuoco hanno lavorato per diverse ore con uomini e mezzi. I rilievi e le indagini dei militari dell’Arma Forestale hanno evidenziato come all’interno dei capannoni e all’esterno dell’impianto erano state stoccate quantità di materiali, in particolare rifiuti ingombranti, balle di carta, cartoni, plastica e rifiuti metallici, in misura superiore a quella autorizzata ed in cumuli di altezza superiore ai tre metri consentiti e posti in alcuni casi in aree non autorizzate.

Anche all’esterno quantitativi di rifiuti plastici che occupavano aree in difformità a quanto previsto in autorizzazione sono stati raggiunti dalle fiamme contribuendo ad alimentare il già vasto rogo.

Le indagini hanno inoltre appurato che il sistema di contrasto alle fiamme in dotazione non era dotato di un sistema di allerta automatico quali rilevatori di fumo e temperatura. Dai sopralluoghi e campionamenti effettuati congiuntamente ai tecnici Arpacal è stata accertata una compromissione e un deterioramento significativo dell’aria a seguito dell’immissione di elementi inquinanti, anche pericolosi, in atmosfera. 

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.