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«Il chiacchiericcio è peggio del coronavirus». Lo ha detto il Papa e non c'è cosa più vera

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La pandemia ci ha resi tutti virologi (tuttologi) e i social sono diventati l'ateneo di vita dove ognuno (la maggior parte) nei mesi di lockdown ha preso una laurea magistrale mentre le spiagge, in questi mesi, sono stati i centri in cui sono stati affinati master di epidemiologia, medicina avanzata... ma tutto questo, oltre ad averci resi "immuni" (si fa per dire) dall'ignoranza latente che continua ad annidarsi in ogni dove, ci ha resi anche un po' più cattivi. E questo, perché, oltre a capire di Rna, Igg e Igm, tamponi molecolari e test sierologici, trombi e terapie intensive e ogni altro infuso di nozioni che ci passano come sequenze infinite nella testa, ci siamo cimentati in uno sport che è il più lugubre del mondo: la caccia alle streghe. E, purtroppo, a quanto pare non è solo un "vizio", un male che si è ingigantito alle nostre latitudini, ma probabilmente la cattiveria, in tempo di coronavirus, ha avuto una eco così forte da coinvolgere i quattro angoli dell'emisfero. E non è un caso che se ne sia accorto persino  Papa Francesco. Una frase controversa, destinata a far discutere, quella pronunciata dal Santo Padre nel corso dell'Angelus di domenica scorsa. «Le chiacchiere chiudono il cuore della comunità - ha premesso il Pontefice -. Il grande chiacchierone è il Diavolo che sempre va dicendo le cose brutte degli altri. Perché lui è un bugiardo che cerca di disunire la Chiesa, allontanare i fratelli e non fare comunità». Dunque, Papa Francesco aggiunge: «Facciamo lo sforzo di non chiacchierare. Il chiacchiericcio è una peste più brutta del Covid. Facciamo uno sforzo: niente chiacchiere», ha rimarcato. Insomma, per il Papa il chiacchiericcio è peggio del coronavirus. Una malattia che ha mietuto tante vittime (di cui bisogna avere memoria e rispetto) e che, allo stesso tempo, ha creato nuove disparità sociali. Senza andare molto lontano, in questi giorni, dopo il divampare dei focolai a Corigliano-Rossano ne hanno detto di ogni. Le dicerie più assurde che, spesso, hanno messo in mezzo persone che non c'entravano nulla. Avere il Covid non significa avere una malattia socialmente degradante. Avere il Covid non significa dover essere appestati. Avere il Covid è sicuramente una sfortuna perché ti costringe alla paura di una malattia incerta che, purtroppo, viene aggravata dagli atteggiamenti sbagliati di quanti mostrano zero solidarietà e tanta diffidenza. Questa è cattiveria.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.