Granchio Blu, lo Jonio può ancora fermarlo. «Ma bisogna arrivare prima»
Presentato il progetto "In-sapidus", finanziato dalla Regione Calabria e promosso da WWF Calabria Citra, WWF Policoro e Hydrosynergy per mappare e contrastare la diffusione della specie prima che devasti gli ecosistemi della Sibaritide
CORIGLIANO-ROSSANO - Il contrasto alla diffusione del granchio blu lungo il litorale ionico calabrese diventa una priorità scientifica e ambientale attraverso il progetto "In-sapidus", promosso dal WWF Calabria Citra e dal WWF Policoro Herakleia in collaborazione con lo spin-off dell'Università di Bologna Hydrosynergy e presentato ufficialmente alla Torre Sant'Angelo di Lido Sant'Angelo a Corigliano-Rossano alla presenza di istituzioni, cittadini e operatori della marineria di Schiavonea.
L'iniziativa, classificatasi al secondo posto nell'avviso della Regione Calabria dedicato alla tutela degli habitat e delle specie della Rete Natura 2000, punta a monitorare la presenza di Callinectes sapidus — specie aggressiva e altamente riproduttiva originaria dell'Atlantico occidentale — che dopo aver devastato le zone del Delta del Po sta moltiplicando le proprie segnalazioni anche tra le foci dei fiumi e gli ambienti salmastri calabresi fino al Crotonese, minacciando direttamente la biodiversità locale e l'economia della pesca.
Sfruttando le competenze scientifiche già maturate in Basilicata e affiancando a questa azione anche un secondo intervento contro la pianta invasiva Tradescantia fluminensis lungo il torrente Verri, il WWF lancia un appello diretto a chi vive il mare affinché segnali ogni avvistamento all'ISPRA, ribadendo che lo Ionio possiede ancora i margini per evitare il disastro ecologico ma che occorre agire d'anticipo e in stretta sinergia con i pescatori per mappare gli spostamenti ed evitare l'insediamento definitivo della specie aliena. «Il granchio blu non è più una questione che riguarda soltanto l'Adriatico.
Le segnalazioni scientifiche lungo la costa calabrese si concentrano alle foci dei fiumi e negli specchi d'acqua salmastri, gli stessi ambienti in cui vive una parte importante della biodiversità tutelata dalla Rete Natura 2000. Anche nelle ultime settimane, grazie ai pescatori professionisti, sono stati documentati nuovi esemplari sulla costa crotonese, tra Le Castella e Praialonga».
È quanto evidenzia il WWF Calabria Citra che aggiunge: "«Invitiamo soprattutto i pescatori a partecipare. Chi lavora ogni giorno in mare può intercettare i primi segnali e darci un contributo prezioso. La prevenzione comincia anche dalla loro esperienza».