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Carceri, Castrovillari aderisce alla mobilitazione nazionale: «Non c’è più tempo»

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CASTROVILLARI - Anche Castrovillari partecipa alla mobilitazione nazionale sui diritti nelle carceri. La Garante comunale delle persone private della libertà personale, Tina Zaccato, ha comunicato l’adesione all’iniziativa promossa dalla Conferenza nazionale dei Garanti, denominata “Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione”, nata per tenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari italiani.

«Esistono una serie di criticità ed è arrivato il tempo di agire», afferma Zaccato, sottolineando come il ruolo del Garante sia proprio quello di «tenere alti i riflettori sulle condizioni di vivibilità del carcere».

Tra le proposte rilanciate anche da Castrovillari c’è un intervento immediato per i detenuti con un residuo di pena non superiore a un anno, per i quali si chiede l’accesso a misure alternative alla detenzione. A questo si aggiunge l’ampliamento della liberazione anticipata, con una detrazione di pena che dovrebbe passare dagli attuali 45 giorni fino a 74-75 giorni per ogni semestre, per chi partecipa positivamente ai percorsi trattamentali.

Attenzione anche al tema delle dipendenze, con la richiesta di rendere l’affidamento alle comunità terapeutiche una misura alternativa strutturale per i detenuti tossicodipendenti, e al potenziamento dei braccialetti elettronici, considerati uno strumento utile per alleggerire la pressione sugli istituti senza rinunciare al controllo.

Uno dei punti più delicati sollevati dalla Garante riguarda la presenza di bambini nella sezione femminile della Casa circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari. Zaccato segnala il caso di una donna detenuta con due figli minori e ricorda che altre detenute hanno figli all’esterno dell’istituto.

Per queste situazioni la Garante chiede l’accesso alla Casa protetta comunale, soluzione ritenuta più adeguata alla tutela dei minori. «Il carcere non è un luogo adatto per tutti i bambini, figuriamoci in età prescolare», osserva Zaccato.

La Garante richiama poi le criticità generali del sistema penitenziario: sovraffollamento, suicidi, disagio psichico, tossicodipendenze, carenza di personale della Polizia penitenziaria, mancanza di medici, psicologi, educatori, mediatori culturali e linguistici.

A Castrovillari, tuttavia, la sezione maschile vive al momento una condizione meno critica rispetto ad altri istituti anche per effetto dei lavori in corso, dal valore superiore a 1,6 milioni di euro, gestiti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Gli interventi riguardano l’adeguamento delle sezioni detentive del blocco maschile e del reparto isolamento, con l’obiettivo di migliorare sicurezza e vivibilità.

Il cantiere ha comportato il trasferimento temporaneo di parte dei detenuti in altre strutture, riducendo il sovraffollamento nei primi mesi dell’anno e agevolando, secondo la Garante, il lavoro dell’area educativa su osservazioni, sintesi e accesso ai benefici.

Zaccato richiama anche il rispetto degli articoli 2 e 3 della Costituzione, legati alla tutela della persona, alla dignità e al divieto di trattamenti inumani o degradanti. «Diverse sono le situazioni di emergenza sanitaria da tenere sotto stretto controllo attualmente all’interno dell’istituto», dichiara, chiedendo al Governo provvedimenti urgenti davanti a un sistema definito «al collasso».

L’adesione di Castrovillari si inserisce nella mobilitazione nazionale dei Garanti territoriali, che nei giorni 13, 14 e 15 luglio hanno promosso momenti di riflessione e denuncia pubblica dentro e fuori gli istituti penitenziari.

Il documento nazionale, intitolato “Non c’è più tempo: fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane”, denuncia una popolazione detenuta superiore a 64mila persone e un sistema segnato da spazi insufficienti, personale insufficiente, attività insufficienti, cure insufficienti e prospettive insufficienti.

Da Castrovillari arriva dunque un appello alla politica e alla società civile: il carcere non può restare ai margini dell’agenda pubblica. Deve tornare a essere un tema di diritti, sicurezza, salute, responsabilità e reinserimento.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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