Emergenza idrica a Sibari, Radici e Futuro accusa: «Troppi ritardi per il nuovo pozzo»
Il movimento civico denuncia i tempi dell'iter per la trivellazione e chiede chiarimenti all'amministrazione comunale: «L'emergenza è già in corso»
SIBARI – Torna al centro del dibattito l'emergenza idrica che interessa Sibari e le contrade del territorio. A intervenire è il movimento civico "Radici e Futuro", che punta il dito contro i ritardi nell'iter per la realizzazione di un nuovo pozzo destinato a fronteggiare le criticità nell'approvvigionamento idrico.
Il movimento - riporta stamani Gazzetta del Sud - ricorda di aver già segnalato, lo scorso 22 giugno, la necessità di accelerare le procedure, evidenziando come l'amministrazione comunale avesse avviato l'iter per la ricerca di una nuova fonte d'acqua.
Secondo quanto riferisce "Radici e Futuro", però, la richiesta di autorizzazione alla ricerca idrica mediante trivellazione sarebbe stata pubblicata all'albo pretorio soltanto il 14 luglio. La procedura prevede 15 giorni consecutivi di pubblicazione, con scadenza fissata al 29 luglio.
Per il movimento civico si tratta di tempistiche incompatibili con una situazione che, sostiene, è già diventata emergenziale. In questi giorni, infatti, sarebbero numerose le segnalazioni dei residenti relative a interruzioni dell'erogazione, cali di pressione e disservizi nella distribuzione dell'acqua, aggravati dalle alte temperature.
Secondo "Radici e Futuro", molte famiglie sarebbero state costrette a ricorrere alle autobotti private per garantire l'approvvigionamento idrico, con conseguenti costi aggiuntivi. Il timore espresso è che la situazione possa aggravarsi ulteriormente nel mese di agosto, quando l'incremento delle presenze turistiche e il rientro degli emigrati comportano un sensibile aumento della popolazione residente.
Da qui l'interrogativo rivolto all'amministrazione comunale: «Com'è possibile – si legge nella nota del movimento – che in dodici mesi non si sia riusciti a completare una nuova trivellazione? Se l'intervento fosse stato programmato con il necessario anticipo, oggi non ci troveremmo a rincorrere un'emergenza».