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Sibari capitale dell'Agricoltura per un giorno. Ma il territorio ora chiede di fare sistema | VIDEO

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SIBARI (CASSANO JONIO) – Per il secondo anno consecutivo Sibari è tornata a essere il luogo nel quale le Regioni italiane discutono il presente e il futuro dell’agricoltura. Al Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide si è riunita la Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, composta dagli assessori regionali all’Agricoltura, in concomitanza con il Vinitaly and the City.

Un appuntamento di rilievo nazionale, inserito nella cornice della manifestazione dedicata al vino, alle produzioni identitarie e alla promozione dei territori. Alla seduta non ha preso parte il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, la cui presenza era stata annunciata alla vigilia.

Al di là dell’assenza del rappresentante del Governo, la riunione ha confermato il ruolo crescente assunto dalla Calabria, in questo caso con Sibari, nel confronto sulle politiche agricole. Non soltanto vetrina del vino e dell’enogastronomia, dunque, ma spazio istituzionale nel quale provare a costruire strategie comuni tra le Regioni.

Iacobini: «Sibari ritrova la sua centralità agricola» 

Per il sindaco di Cassano Jonio, Gianpaolo Iacobini, il valore dell’iniziativa va ben oltre il perimetro del Vinitaly. «Vinitaly – ha spiegato – non vuol dire per Sibari soltanto una fiera del buon vino legata ai temi del turismo e della cultura ma significa anche ritrovare la sua centralità storica e naturale in ambito agricolo».

La presenza degli assessori regionali all’Agricoltura rappresenta, secondo il primo cittadino, «un segnale di grande importanza» per un territorio che ha sempre costruito una parte rilevante della propria identità e della propria economia sul comparto agricolo, ma che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti anche con una crisi profonda.

Iacobini ha inoltre sottolineato come il Vinitaly and the City abbia ormai superato i confini della sola Sibari, come dimostrerebbero «i dati, i numeri, le presenze e anche, in qualche modo, le critiche» che accompagnano una manifestazione diventata sempre più centrale nel dibattito pubblico regionale.

Il nodo irrisolto del distretto agroalimentare

Sul tavolo resta però una questione che il territorio si trascina da decenni: la capacità di organizzare davvero il proprio sistema agroalimentare. L’idea del Distretto agroalimentare di Sibari, immaginata molti anni fa, è rimasta sostanzialmente ferma. Per Iacobini, tuttavia, oggi il punto non è soltanto recuperare uno strumento pensato in un’altra fase storica, ma individuare una forma nuova e concreta di coordinamento.

«Non so se l’idea del distretto, per come era stata pensata ormai trent’anni fa, possa essere ancora attuale – ha osservato – ma è certa la necessità di avere una qualche forma di organizzazione del nostro comparto agroalimentare».

La Piana di Sibari dispone di aziende di primo piano, produzioni riconosciute e grandi potenzialità. Il limite continua però a essere la difficoltà di istituzioni e imprese a ragionare insieme. «Questa è una terra vergine, con molte risorse e molte potenzialità, ma spesso le aziende, come le istituzioni, hanno faticato a mettersi insieme. Bisogna abbattere antichi confini e cominciare a ragionare in maniera unitaria, perché all’esterno tutti ragionano così e corrono più veloci di noi».

Bond: «La Calabria sta creando il suo terroir»

Dario Bond, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto e coordinatore della Commissione Politiche Agricole, ha posto l’accento soprattutto sulla necessità di difendere la qualità e la riconoscibilità dei prodotti italiani.

«Vinitaly in Calabria è una piattaforma non soltanto di promozione ma anche di gusto», ha affermato, richiamando il rischio di politiche europee orientate verso un’omologazione dei prodotti e dei sapori. Per Bond, l’agricoltura italiana può vincere soltanto puntando su tre elementi: gusto, qualità e valore.

«Noi vinciamo con il gusto, vinciamo con la qualità e vinciamo anche con il prezzo. Dobbiamo stabilizzare questi risultati e puntare sempre a qualcosa di diverso». Il coordinatore della Commissione ha poi indicato nella comunicazione uno dei principali strumenti di competitività. Il Veneto, ha spiegato, investe una parte importante delle proprie risorse nella promozione e nella costruzione di racconti capaci di dare identità ai prodotti.

«Attorno a ogni prodotto creiamo una storia. La Calabria sta copiando il Veneto in senso positivo, sta creando il suo terroir famoso e favoloso, non soltanto sul vino ma su tante altre produzioni. Questa è la strada giusta».

Gallo: « La Calabria è la Regione outsider degli ultimi anni»

A rivendicare il significato politico e istituzionale della giornata è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo. Secondo l’esponente della Giunta regionale, il rapporto costruito tra la Regione Calabria e Veronafiere ha prodotto «uno scatto» e ha contribuito a rafforzare la credibilità della Calabria nel panorama nazionale.

«La Calabria comincia a essere attrattiva ed è, a detta di tutti, la Regione outsider degli ultimi anni», ha dichiarato.

La scelta di riunire per la seconda volta consecutiva la Commissione a Sibari rappresenterebbe, secondo Gallo, la conferma di un gradimento crescente nei confronti della Regione e della sua capacità di ospitare un confronto sui temi strategici dell’agricoltura contemporanea. «Gli assessori regionali sono venuti qui per discutere e confrontarsi sull’agricoltura di oggi e soprattutto su quella del futuro. È il segno evidente che c’è un gradimento nei confronti della nostra Regione e una condivisione di intenti».

Il modello Calabria tra "imitazioni" e identità

Rispondendo al riferimento di Bond al modello veneto, Gallo ha rivendicato un approccio pragmatico. «Con grande umiltà guardiamo ad altre Regioni che negli anni hanno conosciuto una grande crescita e un grande sviluppo. Anche imitare va bene, se poi i risultati ci vedono ai primi posti per prodotto interno lordo, export, occupazione e turismo enogastronomico».

L’assessore ha però sottolineato come la Calabria stia progressivamente costruendo un proprio modo di intendere la politica agricola e la promozione territoriale. «Non so se imitiamo altri modelli. Sicuramente abbiamo un nostro modo di intendere la politica e l’amministrazione e i risultati, in questa fase, danno ragione al governo Occhiuto».

Da Sibari una sfida che va oltre il Vinitaly

La seduta della Commissione Politiche Agricole consegna dunque al territorio un riconoscimento importante, ma anche una responsabilità.

Sibari si conferma capace di attrarre istituzioni, operatori e attenzione nazionale. Il punto, ora, è trasformare questa centralità episodica in una capacità permanente di programmazione.

Il Vinitaly and the City può rappresentare una vetrina straordinaria, ma il vero salto di qualità passa dalla costruzione di una rete stabile tra imprese, Comuni, Regione e organizzazioni di settore.

Perché le produzioni della Piana di Sibari non hanno soltanto bisogno di essere raccontate. Hanno bisogno di un territorio capace finalmente di parlare, decidere e competere con una voce sola. Ha bisogno che metta a terra il suo distretto agroalimentare a servizio del resto della Calabria e del Meridione. Ha bisogno - in definitiva - di mettere a sistema le infrastrutture esistenti e, soprattutto, quelle che verranno.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.