Disabilità, vittoria Anffas Corigliano-Rossano al Consiglio di Stato: rafforzato il diritto al progetto di vita
Accolto l’appello di una famiglia seguita da Anffas. La sentenza conferma la validità del progetto individuale e boccia i criteri di compartecipazione economica applicati dall’amministrazione
CORIGLIANO-ROSSANO - Una sentenza che va oltre il singolo caso e rafforza un principio decisivo: il progetto di vita delle persone con disabilità non può essere svuotato da criteri economici impropri, capaci di scaricare sulle famiglie il costo dei sostegni riconosciuti come necessari.
È questo il cuore della decisione con cui il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4571 del 5 giugno 2026, ha accolto l’appello presentato da una famiglia associata ad Anffas Corigliano-Rossano, in una vicenda relativa a un progetto individuale redatto ai sensi dell’articolo 14 della legge 328 del 2000.
Il caso riguarda il percorso costruito per una persona con disabilità e seguito, fin dall’inizio, da Anffas Corigliano-Rossano, con il supporto del Centro Studi Giuridici e Sociali di Anffas Nazionale. Il giudizio di secondo grado è stato patrocinato dallo studio dell’avvocato Ettore Nesi del Foro di Firenze.
La decisione del massimo giudice amministrativo censura il sistema con cui l’amministrazione aveva calcolato il contributo economico richiesto alla persona con disabilità e alla sua famiglia per l’attuazione dei sostegni previsti nel progetto individuale.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima la determinazione della compartecipazione economica nella parte in cui l’amministrazione aveva fatto riferimento all’ISEE familiare anziché all’ISEE sociosanitario ristretto, aveva valorizzato la capacità economica dei soggetti tenuti agli obblighi alimentari, aveva imposto una quota di compartecipazione nonostante il valore nullo dell’ISEE e aveva computato tra le risorse destinate ai sostegni anche il contributo caregiver già assegnato alla famiglia.
Ma la sentenza non si ferma al piano economico. Il passaggio più importante riguarda la conferma della validità del progetto individuale redatto, riconoscendo la centralità della valutazione multidimensionale e della progettazione personalizzata nell’individuazione dei sostegni necessari alla persona con disabilità.
Per Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas, la pronuncia ha un valore che supera la vicenda specifica.
«Questa sentenza assume un valore che va ben oltre il singolo caso», afferma Speziale. «Il Consiglio di Stato riafferma principi fondamentali che riguardano il modo stesso in cui devono essere costruiti e attuati i progetti individuali delle persone con disabilità».
Secondo il presidente nazionale, valutazione multidimensionale, partecipazione della persona e della famiglia, individuazione dei sostegni a partire dai bisogni, dai desideri e dalle aspettative rappresentano il cuore del progetto individuale e non possono essere poi neutralizzati attraverso meccanismi economici che trasferiscono impropriamente sulle famiglie il costo dei sostegni necessari.
Particolarmente significativo è anche il commento di Maria Alesina, presidente di Anffas Corigliano-Rossano e coordinatrice regionale Anffas Calabria, che sottolinea il valore territoriale e umano della decisione.
«Questa sentenza assume per noi un significato particolare perché riguarda un progetto costruito attraverso un percorso di valutazione multidimensionale che Anffas Corigliano-Rossano aveva realizzato su basi scientifiche grazie alle elevate competenze dei propri consulenti», dichiara Alesina.
La vicenda, spiega la presidente, è stata seguita per anni accanto alla persona con disabilità e alla sua famiglia, condividendo aspettative, difficoltà e speranze. Un percorso lungo e complesso, che alla fine ha consentito di sbloccare una situazione difficile e di individuare in modo puntuale i sostegni necessari per migliorare la qualità della vita e favorire l’inclusione sociale.
Per Anffas, dunque, la sentenza richiama le amministrazioni alla necessità di rispettare il quadro normativo vigente e di non trasformare il progetto di vita in un atto formale privo di reale efficacia.
Soddisfazione arriva anche dalla famiglia coinvolta, che parla di un importante riconoscimento dopo un percorso avviato oltre cinque anni fa.
«Abbiamo chiesto che venisse costruito un percorso attorno ai bisogni, alle aspirazioni e agli obiettivi di vita di nostro figlio e che i sostegni individuati non fossero messi in discussione da valutazioni estranee alla finalità del progetto», afferma la famiglia.
La decisione restituisce fiducia nella possibilità che i diritti delle persone con disabilità trovino concreta tutela e, allo stesso tempo, può diventare un riferimento per tante altre famiglie impegnate ogni giorno in percorsi analoghi.
La pronuncia del Consiglio di Stato arriva in una fase in cui il tema del progetto di vita è sempre più centrale nel dibattito nazionale sulla disabilità, anche alla luce della riforma e dei nuovi strumenti di presa in carico personalizzata.
Il messaggio che arriva dalla vicenda di Corigliano-Rossano è chiaro: il progetto individuale non è un favore, non è una concessione e non può essere ridotto a una pratica contabile. È uno strumento di diritto, costruito attorno alla persona, ai suoi bisogni, alle sue aspirazioni e alla possibilità concreta di vivere una vita più autonoma, inclusiva e dignitosa.