Ieri:Castrovillari, bagni pubblici nel mirino dei vandali. Civicamente: «Così non si può andare avanti»
Ieri:Morti sul lavoro, l’allarme UIL: «In Calabria più di una vittima ogni 15 giorni. E la prevenzione resta ferma»
7 ore fa:Poste, per Castrovillari il dado è tratto: dal 1° ottobre sparisce la Direzione di Filiale
9 ore fa:Emodinamica, Stasi torna all’attacco: «Prima era “Sì”, ora è “No”. L’itinerante non cancella lo scippo»
Ieri:Rossano-Cariati, parte il cammino verso la Visita Pastorale: «Una Chiesa di volti, relazioni e storie»
Ieri:Acqua agli agricoltori, il Consorzio rompe il silenzio: «Due pompe ko». Ora arrivano lavori e nuova pompa
8 ore fa:La Palinuro davanti a Trebisacce per il centenario di San Rocco
Ieri:Castrovillari, Comune e Fondazione antiusura insieme: un argine a debiti e fragilità economiche
23 ore fa:TaranTarsia diventa maggiorenne e invade il borgo: tre giorni tra radici, diritti e musiche dal mondo
8 ore fa:Tragedia a Vibo Marina, muore Domenico Campana: il 30enne era di Mirto Crosia

DOSSIER SANITÀ | Quanto dista salvarsi nella Calabria del nord-est. Ospedali vicini ma lontani un'eternità

3 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Nel nord-est della Calabria l’accesso all’emergenza sanitaria non dipende soltanto dalla rete ospedaliera. Dipende anche dal comune in cui si vive, dalle strade da percorrere, dalla distanza dal presidio più vicino e dal tempo necessario per arrivare al primo punto utile di cura.

È proprio qui il punto di partenza di questa nuova inchiesta su un dato forse scontato, che tutti sanno ma che sembra sfuggire, però, a dati e statistiche: quanto dista salvarsi?

La rete ospedaliera regionale individua, nell’area nord-orientale della provincia di Cosenza, quattro poli sanitari territoriali da considerare nel perimetro dell’emergenza: Castrovillari, Corigliano-Rossano, Trebisacce e Cariati. Il DCA regionale n. 360 del 20 novembre 2024 prende atto della riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete dell’emergenza-urgenza e delle reti tempo-dipendenti; nello stesso quadro Castrovillari e lo spoke Rossano-Corigliano sono riferimenti centrali dell’area, mentre Trebisacce e Cariati assumono una funzione strategica come presìdi ospedalieri di zona disagiata.

Ma qui parliamo, ovviamente, solo dei dati che stanno sulla carta. Perché, in realtà, sappiamo che ospedali periferici come il Chidichimo di Trebisacce e il Cosentino di Cariati sono stati solo "riaperti" sulla carta costringendo gli utenti a riversarsi comunque su Castrovillari o Corigliano-Rossano. Quindi, il quadro ufficiale, che verrà fuori da questo dossier è meno drammatico rispetto alla realtà.

Il problema principale è che la classificazione dei presìdi - ribadiamo, fatta sulla scorta di quello che dicono gli atti e non la realtà - dice dove sono gli ospedali. Non dice, da sola, quanto tempo serve per raggiungerli.

Un cittadino che vive a Castrovillari, Corigliano-Rossano, Trebisacce o Cariati ha un accesso più diretto al presidio. Diversa è la condizione di chi vive nei comuni interni dell’Alto Jonio, del Pollino, della Sila greca, della Valle dell’Esaro o nelle aree collinari lontane dagli assi principali. In questi territori, prima ancora della presa in carico sanitaria, c’è un altro tempo da misurare: il tempo della strada.

L’ASP di Cosenza pubblica gli accessi in tempo reale ai Pronto soccorso e indica i tempi-obiettivo del triage: codice rosso con accesso immediato, arancione entro 15 minuti, azzurro entro 60 minuti, verde entro 120 minuti e bianco entro 240 minuti. Ma questi tempi partono dall’arrivo in Pronto soccorso. Non misurano il tempo necessario per arrivarci.

Per questo il primo livello dell’inchiesta non riguarda le attese in ospedale, ma le percorrenze: da ogni comune, qual è il presidio più vicino e quanto tempo serve, realisticamente, per raggiungerlo?

La mappa dei minuti: i Comuni vicini, quelli intermedi e quelli più esposti

La tabella seguente è una prima elaborazione redazionale per fasce di percorrenza. Non sostituisce i tempi ufficiali del 118, che andrebbero richiesti ad ASP Cosenza e Centrale operativa attraverso accesso civico. Serve però a costruire la base giornalistica dell’inchiesta: individuare i comuni più vicini ai presìdi e quelli in cui l’emergenza sanitaria parte già in svantaggio.

La mappa restituisce una frattura territoriale evidente: non tutti i comuni della Calabria nord-est partono dallo stesso punto davanti a un’emergenza sanitaria.

I comuni sede di presidio o prossimi ai poli principali si collocano nelle fasce più favorevoli. Le aree interne, montane o collinari entrano invece nelle fasce Arancione e Rosso, dove la distanza può diventare un fattore sanitario prima ancora che logistico.

Già da questa immagine, che - ricordiamo - è strutturata sui dati ufficiali e non su quelli reali, si evince una difficoltà reale dei territori, considerato che la stragrande maggioranza dei centri afferenti sugli ospedali di riferimento ha tempi di percorrenza medi tra i 30 e i 45 minuti.

Il nodo più delicato, però, non riguarda solo i tempi di percorrenza ma i comuni che sommano tre condizioni: distanza dal presidio, viabilità lenta e popolazione anziana. Per misurare questo secondo livello servirà incrociare le fasce di percorrenza con i dati ISTAT sulla popolazione residente per età, disponibili comune per comune al 1° gennaio 2026.

La domanda successiva dell’inchiesta è quindi precisa: quanti cittadini, e soprattutto quanti anziani, vivono nei comuni dove arrivare al primo presidio utile richiede più di 30 o 45 minuti?

Per rispondere in modo definitivo serve il dato ufficiale che oggi manca nel dibattito pubblico: i tempi medi reali del 118, comune per comune, dalla chiamata all’arrivo del mezzo e dal luogo dell’intervento al presidio di destinazione.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.