Trasporti, il nuovo Piano regionale non cambia gli equilibri: nord-est ancora a bordo dei pullman
SS106 avanti a tratti, ferrovia da ammodernare, Sibari nodo da rafforzare. Il nord-est entra nella programmazione ma resta fuori dal baricentro della mobilità regionale. E intanto sparisce definitivamente l'aeroporto della Sibaritide
CORIGLIANO-ROSSANO – L’Alta Velocità, qualora arrivasse davvero nella nostra regione, non passerà dalla Calabria del nord-est e nemmeno la lambirà. Il nuovo Piano Regionale dei Trasporti, inviato nei giorni scorsi alle rispettive commissioni consiliari per le valutazioni politiche di merito, mette nero su bianco una scelta che, di fatto, chiude la partita sul nodo di Tarsia e sul corridoio interno lungo l’asse autostradale: il tracciato, infatti, viene definito dal PRT troppo complesso e non prioritario. La linea veloce, quindi, resterà sulla dorsale tirrenica.
Insomma, chi vive tra Sibaritide e Pollino non avrà accesso diretto all’alta velocità e dovrà continuare a raggiungerla passando da altri nodi, in particolare Cosenza o Lamezia.
È da qui che bisogna partire per capire cosa cambia davvero per il territorio e qual è la strategia del nuovo piano dei trasporti che, ancora una volta conferma un peccato di visione della politica regionale verso l'area del nord-est. La stessa che continua a non essere considerata per quello che realmente è: la porta di accesso diretto e di uscita della Calabria sul resto dell'Italia e d'Europa.
Il Piano fotografa una situazione già nota: da noi si viaggia quasi solo in auto (forse anche per questo paghiamo il bollo auto più alto d'Italia?!). Il 91% degli spostamenti avviene su mezzo privato, mentre il trasporto pubblico resta marginale. Una condizione che nello Jonio è ancora più evidente, dove i collegamenti sono più deboli e i tempi di percorrenza più lunghi.
Sul fronte stradale, però, qualcosa si muove. La Statale 106 viene confermata come infrastruttura centrale e nel nord-est sono inseriti i tratti già finanziati, in particolare tra Roseto Capo Spulico, Sibari e Corigliano-Rossano. Altri segmenti restano da completare. È un passo avanti, ma non risolve tutto ancor più se la mobilità continuerà a dipendere in larga parte dai mezzi su gomma: su tutti gli autobus che rimangono il motore indiscusso della mobilità regionale.
Sul versante ferroviario, invece, il Piano riconosce esplicitamente che la linea jonica è tra le peggiori della regione. Gli interventi previsti riguardano elettrificazione, velocizzazione e miglioramento delle stazioni. Ma non si parla di alta velocità né di un salto netto nei tempi di percorrenza nel breve periodo.
La vera novità è il progetto di “metropolitana regionale”, cioè un sistema di treni più frequenti integrati con autobus e servizi a chiamata. Funzionerà solo se verranno garantite corse reali e continue, non solo infrastrutture. E soprattutto se i collegamenti con Cosenza e con i nodi principali saranno rapidi.
Il Piano interviene anche sul porto di Corigliano, che viene definito sottoutilizzato. Si parla di potenziamento e di un possibile ruolo industriale e commerciale più forte. Ma, allo stato attuale, il centro della logistica regionale resta Gioia Tauro, che continua a concentrare gli investimenti principali.
Stesso discorso vale per gli aeroporti. Il sistema cresce, ma è costruito attorno a Lamezia Terme mentre a differenza del precedente PRT, redatto dall'allora assessore Musmanno, sparisce definitivamente la possibilità anche solo di pensare ad un aeroporto a Sibari. Per chi parte dalla costa jonica, infatti, raggiungere l’aeroporto di Lamezia (o di Crotone, finché continuerà a rimanere operativo) continuerà a richiedere tempi lunghissimi e collegamenti non sempre efficienti. Meglio, allora, spostarsi verso nord (Napoli, Salerno, Bari o Brindisi!)
Ecco, quindi, la sintesi estrema: il nord-est calabrese entra nel Piano (perché di fatto non poteva non starci), ma non ne diventa il perno. Le opere previste migliorano la situazione, soprattutto su strada e in parte sulla ferrovia, ma non cambieranno l’equilibrio generale della mobilità.
Chi vive nello Jonio avrà probabilmente una mobilità un po’ più "civile" nei prossimi anni. Ma per spostarsi velocemente verso il resto d’Italia continuerà a dipendere da altri territori.