Caro gasolio, da stamani pescatori in protesta: stop alle attività nel porto di Corigliano
Marinerie ferme dalle ore 10: Schiavonea, Cariati e Cirò Marina chiedono interventi urgenti. «Costi insostenibili, a rischio reddito e imprese»
CORIGLIANO-ROSSANO - Flotte ferme e attività sospese nel porto di Corigliano per la protesta dei pescatori contro il caro gasolio. La mobilitazione, che scatterà questa mattina alle ore 10, coinvolge la marineria di Schiavonea insieme ad altre realtà della fascia jonica, tra cui Cariati e Cirò Marina.
Il fermo rientra in una giornata di protesta più ampia che interessa il comparto pesca a livello nazionale, alle prese con l’aumento dei costi del carburante. Secondo gli operatori, il prezzo del gasolio ha superato livelli sostenibili, incidendo in modo diretto sulla possibilità stessa di uscire in mare e garantire la continuità dell’attività.
«È impossibile continuare a sostenere tali costi» spiegano i marittimi, che denunciano una situazione ormai al limite. Il blocco delle attività rappresenta una forma di protesta ma anche una conseguenza inevitabile: senza condizioni economiche sostenibili, la pesca diventa antieconomica.
La richiesta alle istituzioni è chiara: interventi immediati a sostegno del settore, con misure capaci di contenere i costi e garantire la sopravvivenza delle imprese. «La grave situazione necessita di soluzioni urgenti – sottolineano – perché fermando l’attività cessa il reddito e con esso il sostentamento di tante famiglie».
Il comparto della pesca, già segnato da difficoltà strutturali, si trova oggi a fronteggiare una nuova emergenza legata al costo dell’energia. La mobilitazione odierna potrebbe rappresentare solo il primo passo di una protesta destinata a proseguire nelle prossime settimane, in assenza di risposte concrete.