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Tre anni dopo l'approvazione dello Statuto, a Corigliano-Rossano il decentramento resta sulla carta

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CORIGLIANO-ROSSANO - Dovevano essere il cuore del decentramento amministrativo. Il ponte tra cittadini e istituzioni. Lo strumento per trasformare una città complessa e policentrica in un sistema più vicino ai bisogni reali dei territori. E invece, a tre anni dall’approvazione dello Statuto comunale e a due dall'approvazione del regolamento attuativo, dei Municipi a Corigliano-Rossano non c’è ancora traccia.

È stato uno dei temi che ha infiammato l'ultima puntata del talk dell'Eco in Diretta (rivedilo qui) perché non si tratta di un’idea astratta o di un progetto in fase embrionale. I Municipi sono degli assi portanti della Legge regionale 2/2018, quella che regolamenta la Fusione di Corigliano-Rossano. Sono previsti dallo Statuto e disciplinati in modo puntuale da un regolamento approvato nel 2024 dal Consiglio comunale. Un impianto normativo completo, insomma, che definisce funzioni, struttura e obiettivi di quello che dovrebbe essere il vero modello organizzativo della nuova città. Manca solo che vengano attuati

Ma allora, cosa sono davvero i Municipi? E perché sono così importanti? Il regolamento li definisce come organismi privi di personalità giuridica, ma con una funzione chiave: rappresentare gli ambiti territoriali del decentramento amministrativo e favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. In altre parole, sono lo strumento attraverso cui il Comune dovrebbe avvicinarsi concretamente ai quartieri, alle contrade, ai centri storici, superando la distanza tra Palazzo e un territorio vastissimo che si estende da Apollinara a Pantano Martucci.

Non uno, ma sette Municipi. È questa la mappa disegnata dal regolamento: dal centro storico di Corigliano alle aree montane, da Schiavonea allo scalo, fino al centro storico di Rossano e alle contrade sud e nord. Un sistema che copre l’intero territorio comunale, con l’obiettivo di intercettare bisogni, criticità e opportunità in modo puntuale e capillare.

Ma la vera rivoluzione sta nelle funzioni. I Municipi, infatti, non sono solo luoghi di rappresentanza; al contrario sono - o dovrebbero essere - veri e propri presìdi amministrativi di prossimità. Attraverso gli uffici multifunzionali, infatti, potrebbero erogare servizi fondamentali: anagrafe, tributi, autorizzazioni edilizie e commerciali, politiche sociali, manutenzione di strade, scuole e verde pubblico. Tutto questo anche in chiave digitale, per accompagnare la transizione tecnologica dell’ente.

Significa una cosa molto semplice: meno spostamenti per i cittadini, meno burocrazia, più accessibilità ai servizi. Ma c’è di più. I Municipi sono pensati anche come luoghi di partecipazione attiva. Attraverso le Consulte civiche, associazioni, comitati e cittadini potrebbero contribuire direttamente alla costruzione delle politiche pubbliche, esprimendo pareri, avanzando proposte e monitorando l’attuazione dei progetti sul territorio. Un modello che richiama il principio della sussidiarietà: le decisioni non calate dall’alto, ma costruite insieme alla comunità.

E poi c’è la figura del Delegato di Municipio. Un rappresentante eletto, senza indennità, con il compito di fare da raccordo tra territorio e amministrazione. Una figura che potrebbe portare direttamente in Consiglio comunale le istanze dei quartieri, partecipare alle discussioni e proporre soluzioni.

Un’architettura istituzionale completa, dunque. Pensata per una città che, per sua natura, non è monocentrica, ma fatta di identità diverse, storie differenti, esigenze spesso lontane tra loro.

E allora perché se la struttura dei Municipi potrebbe attutire l'impatto dell'elefantiaca macchina burocratica e potrebbe mitigare moltissimo i malumori di una fusione ancora non del tutto partita, non sono ancora stati attivati? Perché, a due anni dall’approvazione del regolamento, non esistono sedi, non esistono uffici, non esistono delegati? Perché uno degli strumenti più avanzati di partecipazione e decentramento resta fermo sulla carta?

Il rischio è evidente. Non solo si perde un’opportunità amministrativa, ma si continua ad alimentare quella distanza tra cittadini e istituzioni che proprio i Municipi erano chiamati a colmare. In una città grande e articolata come Corigliano-Rossano, il mancato avvio di questo modello significa rinunciare a una leva fondamentale per migliorare servizi, governance e qualità della vita.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.