Nasce un’area benessere per le detenute nel carcere di Castrovillari: «Un segno di dignità e rinascita»
Un progetto che unisce solidarietà, attenzione sociale e visione rieducativa, confermando come anche in contesti difficili sia possibile costruire spazi di umanità e speranza
CASTROVILLARI – Un nuovo spazio dedicato alla cura del corpo e della mente prende vita all’interno della Casa circondariale “Rosetta Sisca” di Castrovillari. È stata inaugurata ieri mattina, nella sezione femminile dell’istituto, un’area benessere pensata per le donne detenute, frutto della collaborazione tra il Club Soroptimist di Cosenza e la direzione del carcere.
Non una semplice palestra, ma un luogo simbolico e concreto al tempo stesso, pensato per favorire il recupero della dignità personale e il benessere psicofisico.«Non si tratta di una semplice palestra, ma di una vera e propria ‘Area Benessere, un progetto che mira a restituire dignità e speranza attraverso l’attività fisica e la cura di sé», ha dichiarato il direttore dell’Istituto, Giuseppe Carrà, durante la cerimonia inaugurale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro di un protocollo d’intesa nazionale tra il Ministero della Giustizia e il Soroptimist International d’Italia, che ha trovato a Castrovillari una concreta applicazione grazie all’impegno del club cosentino. Un progetto che rappresenta anche la continuità di un rapporto consolidato nel tempo.
A sottolinearlo è stata la presidente del Club Soroptimist di Cosenza, Rosita Paradiso, che ha ricordato il precedente intervento realizzato nel 2019 con l’apertura della biblioteca dedicata alle detenute. «Oggi consegniamo questo spazio perché crediamo che lo sport possa aiutare a ritrovare una serenità psicofisica, fondamentale in contesti di restrizione - ha affermato. Siamo molto soddisfatte del lavoro che abbiamo realizzato. Il progetto è partito nel biennio precedente e io, in carica dallo scorso gennaio, ho ereditato questo bellissimo percorso».
L’area è stata resa accogliente anche grazie a un’attenta cura degli spazi: le pareti sono decorate con frasi motivazionali, pensate per infondere fiducia e incoraggiare un percorso di rinascita personale. «L’auspicio è che da queste profonde ferite possano uscire delle farfalle libere» ha aggiunto Paradiso.
Il direttore Carrà ha infine evidenziato il valore più ampio dell’iniziativa, anche in relazione alle criticità del sistema penitenziario: «Il sistema carcerario italiano è storicamente pensato al maschile. La donna soffre maggiormente la detenzione e rischia di perdere la propria identità. Quest’area benessere rappresenta un segno di progresso, un passo importante verso una maggiore attenzione alle esigenze specifiche delle detenute».
Un progetto che unisce solidarietà, attenzione sociale e visione rieducativa, confermando come anche in contesti difficili sia possibile costruire spazi di umanità e speranza.