2 ore fa:VOLLEY - Semifinale playoff Serie C: battaglia decisiva tra Pallavolo Rossano Asd e S.T. Cutro
4 ore fa:Altomonte, svolta sulla SP120: sopralluogo del Presidente Faragalli e via libera agli interventi dopo la frana
2 ore fa:Bilancio, a Longobucco “conti non in equilibrio”: la minoranza attacca
1 ora fa:Schierarsi Co-Ro, propone Ospedale Hub della Sibaritide per ridurre la migrazione sanitaria
5 ore fa:Cariati, tour culturale e sociale ENS Calabria: 70 partecipanti alla scoperta del borgo jonico
3 ore fa:Festa del Cioccolato e Fiera di Primavera, tre giorni di eventi allo Scalo di Rossano
2 minuti fa:Alta Velocità, il nodo di Tarsia diventa impossibile anche per la Regione Calabria
3 ore fa:Cassano, marciapiedi dissestati a Timpone Rosso: Guerrieri scrive a Comune e Aterp
1 ora fa:Emergenza educativa nelle scuole: famiglie e studenti mettono in crisi l’autorità dei docenti
32 minuti fa:Operazione contro la ’ndrangheta: il sindacato SNC lancia l’allarme su organici e condizioni di lavo

Alta Velocità, il nodo di Tarsia diventa impossibile anche per la Regione Calabria

3 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un passaggio preciso, asciutto, quasi freddo nel nuovo Piano Regionale dei Trasporti, approvato dalla Giunta e ora sul tavolo della Commissione consiliare, che indica chiaramente la rotta: tra Praia a Mare e Gioia Tauro l’Alta Velocità si costruirà guardando al Tirreno. Dopo il diktat del Governo centrale, ora, a porre la pietra tombale su questa questione è arrivata anche la linea guida del Governo regionale.

E lo Jonio? Lo Jonio resta a guardare. Non è scritto proprio così, ovviamente, ma è esattamente questo il senso politico di quelle righe.

Due corridoi, si legge, dovranno essere valutati: uno “autostradale” e uno “tirrenico”. Ma è nel modo in cui vengono raccontati che si capisce già tutto.

Sul corridoio autostradale, quello che avrebbe potuto aprire una connessione reale verso Tarsia, Cosenza e l’intero bacino jonico del nord-est, il PRT è netto: «Il tracciato definito come autostradale – si legge a pagina 115 del corposo documento tecnico che compone il piano - presenta rilevanti complessità tecniche dovute alla morfologia particolarmente articolata del territorio attraversato».

E ancora: «garantirebbe benefici apprezzabili solo nel caso in cui l’intero percorso fosse completato, con tempistiche non brevemente definibili». In parole povere hanno scritto garbatamente e in modo doroteo che è troppo difficile, troppo lungo, troppo incerto.

Eppure, in quelle stesse righe, c’è anche scritta la verità su tutte che, solo per questo, la politica dovrebbe tenere in considerazione: «La sua realizzazione, tuttavia, permetterebbe un miglioramento dell’accessibilità verso Cosenza e verso diverse aree interne della regione». E proprio quell’appellativo di “aree interne” che proprio stona. Perché guardando la cartina geografica orientata a nord e togliendo tutta la parte ad ovest che scorre lungo l’autostrada (la catena costiera cosentina già servita dalla mobilità ferroviaria a doppio binario), resta il quadrante orientale: Cosenza, appunto, la Valle del Crati e la Sila.

Ma prima ancora della Sila c’è la grande Piana di Sibari e il Pollino, la Calabria del nord-est, che rientra pure lei in quella definizione di “area interna” perché è ormai evidente che nelle dinamiche regionali la Calabria continua a muoversi da ovest verso est. E chi più sta ad est più isolato è. E questo vale per l’Alta velocità, vale per i servizi, vale per lo sviluppo, vale per tutto.

E questo lo si continua ad evincere proprio da quel documento. Soprattutto quando parla del tracciato tirrenico. Il tono cambia. E cambia radicalmente: «Consentirebbe – è scritto - già in fasi progressive una riduzione dei tempi di viaggio»; «permette di ottenere vantaggi parziali anche senza il completamento dell’intera tratta» - e già questo è tutto dire sulla fattibilità reale dell’opera - «favorirebbe la messa in sicurezza di vari segmenti della linea costiera» e soprattutto: «La presenza di più punti di interconnessione con la rete ferroviaria non AV/AC renderebbe possibile instaurare collegamenti funzionali di interesse regionale». Connessioni che, però, rimarrebbero sempre fuori dalla famigerata golden hour

Allora il quadro è chiaro. Si parla di miliardi di euro – 10,98 miliardi per il primo lotto Battipaglia–Praia a Mare, 2,13 miliardi per le infrastrutture già finanziate – ma dentro questa montagna di investimenti non c’è spazio per una visione che tenga insieme tutta la Calabria e consenta a quella linea ferrata di transitare (democraticamente) al centro geografico della Regione.

Perché il corridoio autostradale è l’unico che avrebbe potuto dare una prospettiva al bacino della Calabria del nord-est jonico, oltre 220 mila abitanti oggi completamente fuori dai grandi assi ferroviari.

E allora se l’Alta Velocità nasce per accorciare le distanze in Calabria rischia di dilatarle in modo irreversibile. Da una parte il Tirreno, che accumula infrastrutture, interconnessioni, possibilità. Dall’altra lo Jonio, che resta irreversibilmente fuori dal disegno.

Non per mancanza di popolazione. Non per mancanza di bisogno. Ma per una scelta che privilegia ciò che è più semplice rispetto a ciò che sarebbe più giusto. Perché dietro quelle parole tecniche c’è una decisione politica chiarissima: meglio un’infrastruttura che funziona “a pezzi” subito, piuttosto che una che ridisegna davvero la regione.

Ma così si accetta, senza dirlo, che esista una Calabria centrale e una periferica. Una che viaggia veloce.
E una che resta ferma. E questo paradosso fa malissimo. Anche perché a firmare questo piano, su tutti, c’è anche Gianluca Gallo, l’assessore regionale alla Mobilità sostenibile, che è figlio di questa terra. E questa, purtroppo, è una carta stonata.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.