Piazza De Gasperi, torna lo scontro: residenti esasperati, giovani senza alternative
Nuova segnalazione alle autorità dal condominio di via Gioacchino Da Fiore: «Situazione ormai insostenibile tra schiamazzi, degrado e paura». Ma sullo sfondo resta il vuoto di spazi per i ragazzi
CORIGLIANO-ROSSANO - È una frattura che non si è mai davvero ricomposta, che gronda di sangue e dolore ormai da un decennio e che oggi torna a riaprirsi, ancora più profonda. Da un lato i giovani, senza luoghi veri dove stare, senza alternative concrete all’inedia della strada; dall’altro i residenti, famiglie e anziani, esasperati da una situazione che definiscono ormai fuori controllo. È il quadro che si registra da tempo in piazza De Gasperi, a Rossano scalo, uno spazio che di piazza ha ormai solo il nome e che, nei fatti, si è trasformato in un’area intercondominiale priva di identità, poco illuminata, senza strutture adeguate alla socializzazione e dove le regole convenzionali di civile convivenza hanno lasciato spazio alla legge naturale del branco.
È qui che, a tutte le ore del giorno e soprattutto della notte, si ritrovano gruppi di ragazzi. E sempre qui, denunciano i condomini, si consuma quotidianamente un conflitto silenzioso ma sempre più acceso, fatto di rumori, tensioni e paura. L’ultima segnalazione – l’ennesima – è stata formalizzata appena ieri attraverso una PEC inviata alle autorità competenti, dal sindaco alle forze dell’ordine, fino alla Prefettura.
Nel documento, firmato dall’amministratrice del condominio Palazzo degli Olmi, Elvira Malomo, si parla chiaramente di una situazione «divenuta luogo di abituale ritrovo di gruppi di persone» con comportamenti «gravemente lesivi della quiete pubblica, della sicurezza urbana e del decoro». Vengono elencati episodi che, per i residenti, non sono più tollerabili: dagli schiamazzi continui, all'utilizzo improprio di arredi urbani per finire ad un episodio che restituisce tutta la misura della gravita della situazione: le mattonelle dei marciapiedi, ormai vecchie di cinquant'anni, utilizzate come oggetti da lanciare. E poi, ancora, danneggiamenti alle strutture, corse di auto e moto ad alta velocità, fino a situazioni di degrado che alimentano un diffuso senso di insicurezza, soprattutto tra famiglie e soggetti più fragili.
Non solo. Nella lettera si evidenzia anche come i tentativi di dialogo da parte degli stessi condomini siano spesso sfociati in reazioni ostili e atteggiamenti intimidatori, segno di un clima che si è fatto via via più teso. E si sottolinea come le segnalazioni precedenti siano rimaste, finora, senza un riscontro risolutivo.
Da qui la richiesta precisa alle istituzioni: controlli più serrati, presenza costante delle forze dell’ordine nelle ore critiche, identificazione dei soggetti presenti e, se necessario, provvedimenti amministrativi per ristabilire condizioni minime di sicurezza e vivibilità.
Ma dentro questa vicenda, che rischia di essere letta solo come un problema di ordine pubblico, si muove una questione molto più profonda. Perché se è vero che i residenti chiedono tutela e rispetto – e lo fanno con argomentazioni puntuali e supportate anche da riferimenti normativi – è altrettanto evidente che quei ragazzi che occupano quello spazio lo fanno perché non hanno altro.
Piazza De Gasperi, oggi, è il punto di caduta di due bisogni che non si incontrano: quello di tranquillità e sicurezza da parte dei residenti, quello di socialità che inconsapevolmente chiedono, invece, i giovani. In mezzo, il vuoto di progettazione, di spazi, di politiche giovanili. Un vuoto che si riempie ogni sera, e ogni notte, di tensioni destinate a ripetersi finché qualcuno non deciderà di affrontarle per quello che evidentemente sono: non solo un problema da reprimere, ma soprattutto una questione da governare.