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I presidi di Corigliano e Rossano non chiuderanno: faranno parte del nuovo assetto sanitario territoriale

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CORIGLIANO-ROSSANO - Gli ospedali spoke di Corigliano e Rossano non chiuderanno dopo l’entrata in funzione del nuovo ospedale della Sibaritide. Un punto che, sebbene già emerso in passato, torna oggi con forza al centro del dibattito sanitario anche grazie alla conferma della direttrice sanitaria dello spoke Corigliano-Rossano, Maria Pompea Bernardi, intervenuta nel corso della puntata del Talk dell’Eco in Diretta andata in onda ieri sera, 16 aprile (puoi rivederla qui).

Una precisazione che si è resa necessaria alla luce delle recenti discussioni sulla riorganizzazione della sanità territoriale, che hanno visto anche l’annuncio di investimenti, interventi di ammodernamento e, contestualmente, del trasferimento di alcuni reparti. Operazioni che, viene chiarito, non rappresentano uno spreco né passaggio temporaneo destinato a essere superato, ma fanno parte di una strategia più ampia.

L’obiettivo è duplice, da un lato accompagnare la transizione verso il nuovo ospedale della Sibaritide, dall’altro garantire continuità assistenziale e condizioni dignitose per i pazienti nel presente. In questo senso, i lavori in corso negli attuali presidi non sono destinati a essere vanificati, ma costituiscono le basi del futuro assetto sanitario del territorio.

Secondo il cronoprogramma, il nuovo ospedale dovrebbe essere consegnato nel 2026 (?) e sarà dotato di reparti moderni e spazi adeguati a sostenere un elevato volume di prestazioni sanitarie. Ma proprio l’avvicinarsi di questa scadenza - che con tutta probabilità verrà disattesa - ha riacceso un interrogativo diffuso tra i cittadini: quale sarà il destino degli ospedali “Giannettasio” di Rossano e “Compagna” di Corigliano?

Le indicazioni, seppur non ancora definitive, delineano uno scenario nel quale le due strutture non saranno dismesse, ma riconvertite e valorizzate. Rappresenteranno una risorsa importante sia in termini di spazi che di servizi sanitari erogati.

L’idea è quella di trasformare i due spoke in presìdi dedicati principalmente ai ricoveri sanitari intermedi. Spazio quindi alla post-acuzie, alla lungodegenza e a tutti quei servizi che oggi faticano a trovare una collocazione adeguata. Attualmente, infatti, le strutture soffrono di una cronica carenza di spazi: pazienti costretti in ambienti poco funzionali e sovrapposizione di attività diverse, come quelle consultoriali, che rendono complessa la gestione quotidiana.

Il progetto di riassetto punta invece a una riorganizzazione più efficiente: aree definite e specializzate, potenziamento della medicina territoriale, incremento delle prestazioni ambulatoriali e sviluppo della diagnostica avanzata, con tecnologie più moderne.

In questo quadro, il nuovo ospedale della Sibaritide non sostituirà semplicemente i presidi esistenti, ma fungerà da fulcro di una rete sanitaria integrata, in cui Corigliano e Rossano continueranno a svolgere un ruolo strategico.

La sfida sarà ora quella di tradurre queste linee guida in atti concreti e in una programmazione definita (e definitiva!), capace di rassicurare definitivamente cittadini e operatori sanitari. Perché, se è vero che il futuro della sanità nella Sibaritide passa dal nuovo ospedale, è altrettanto evidente che non potrà prescindere dal pieno utilizzo e dalla valorizzazione delle strutture già esistenti.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.